Lo scorso 18 marzo, la giornalista tedesca Leila Herrmann ha riportato su Vogue un esperimento condotto su se stessa: una settimana senza social media. Sette lunghissimi giorni senza smartphone, sostituito da un classico cellulare, privo di app.
Stando alle parole dell’autrice, tutto sarebbe iniziato quando: “[…] un profondo senso di vuoto mi assaliva dopo aver trascorso un’ora a fare scrolling senza neppure accorgermene” - racconta precisando ancora che che per sua fortuna non era ancora arrivata ad alcuni potenziali effetti negativi causati da un eccessivo uso dei social media come disturbi del sonno, ansia o isolamento.
La dipendenza da strumenti digitali o smartphone non è ancora ufficialmente riconosciuta come disturbo nella Classificazione ICD - International Classification of Deseases dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ma gli effetti sono appunto sempre più noti.
Leila decide così di procurarsi un cellulare a conchiglia, di quelli che se ne avevi uno nei primi anni 2000, potevi considerarti il più popolare della scuola o del gruppo di amici. No stories, no likes, nessun post. Per contattarla, solo SMS oppure la cara vecchia telefonata.
Le difficoltà riscontrate nei primi giorni, non erano solo ed esclusivamente relative al mancato utilizzo di una buona fotocamera per un selfie o alla mancata possibilità di ascoltare la giusta dose di musica giornaliera, ma soprattutto alla gestione delle mail o semplicemente dei dispositivi gps, di cui ormai non possiamo fare più a meno.
”In alcuni momenti - racconta Leila - in molti momenti, ero assalita dall’istinto di andare a recuperare il mio smartphone […]”. Dal terzo giorno invece, specifica di essere riuscita a notare qualche effetto di gran lunga positivo come un senso di leggerezza già alle prime ore del mattino in cui non doveva preoccuparsi minimamente di dover rispondere alle mail. Riusciva a sostituire lo scrolling dei social con la lettura di qualche pagina di un libro o con una chiamata ad una amica.
”Verso la fine della settimana mi ero ormai quasi abituata. In realtà, è stato molto più rapido e indolore di quanto mi aspettassi, considerando che, negli oltre dieci anni precedenti, non avevo trascorso un solo giorno senza smartphone.
I benefici che ho ricavato da questo periodo di astinenza? Dormo meglio, sono maggiormente in sintonia con me stessa, avverto un più profondo senso di pace interiore e, se qualcuno posta un video di una festa o di una vacanza, non provo l'angosciante sensazione di essermi persa qualcosa. Pertanto, ho intenzione di ripetere quanto prima questo salutare digiuno digitale, separandomi per un'altra settimana dallo smartphone e tenendomi alla larga da Instagram, TikTok, Whatsapp e simili. “Quanto prima”, ho detto. Perché adesso, per quanto la cosa possa sembrarvi vagamente contraddittoria, devo condividere questa esperienza con la mia community” - conclude Leila.
(Leila Hermann - Vogue Italia - 18 marzo 2025)