Umberto I, chiude lo sportello antiviolenza: scoppia la polemica, "Scelta inaccettabile"
Ospite in collegamento: Monica Lucarelli, assessora alle Attività Produttive e Pari Opportunità di Roma CapitaleC'è la consueta spiegazione legata alla mancanza di fondi dietro la chiusura del centro anti-violenza del Policlinico Umberto I di Roma. La convenzione stipulata due anni fa con la Regione Lazio è scaduta e lo sportello gestito dall'associazione “Differenza donna”, presso il dipartimento di ginecologi, ha finito le attività a fine maggio. I fondi stanziati dalla Regione Lazio sono dunque terminati.
“In un momento storico in cui le cronache ci restituiscono ogni giorno storie drammatiche di violenza sulle donne, privare un presidio sanitario come il Policlinico di uno sportello dedicato all’ascolto, al supporto e all’orientamento è una decisione inaccettabile. È una scelta che porta con sé una responsabilità precisa” ha detto l'assessora Monica Lucarelli.
L'ospedale: "Chiusura temporanea"
Nel frattempo l'Umberto I è intervenuto chiarendo che si tratta di una chiusura momentanea: “Nessuna chiusura ingiustificata, nessuna volontà di creare un disservizio alle donne colpite da violenza di genere che si rivolgono al policlinico Umberto I – spiega l’ospedale -. Lo stop temporaneo del servizio è stato motivato dalla scadenza della convenzione tra l’Umberto I e l’associazione Differenza Donna, atto che, attraverso un progetto sperimentale ha permesso il funzionamento dello sportello negli ultimi due anni”.
Il polverone di polemiche, però, rimane: "Chiudere quello sportello – aggiunge l’assessora Lucarelli – significa lasciare più sole centinaia di donne ogni anno. Donne che arrivano in ospedale ferite nel corpo e nell’anima, e che spesso proprio lì trovano il primo, fondamentale contatto con una rete di aiuto“.