Nel primo weekend dall’apertura della Porta Santa, la Capitale ha ospitato tantissimi turisti, pellegrini, curiosi che hanno potuto godere di una Roma soleggiata e gradevole nelle temperature. Un clima ideale per visitare la Città eterna e per fare capolino, se ci si riesce, alle bellezze che offre.
Lunghissime file per entrare in piazza san Pietro, per visitare il presepe o i musei vaticani e per molti altri punti di interesse, file talmente lunghe da essere incredibili alla sola vista. Ma d’altronde questo è un momento cruciale per Roma e lo sarà tutto il 2025, anno per il quale la città si è preparata e si sta ancora preparando.
Tanti turisti a piazza Pia
Una tra le tanto attese novità – e che sta riscuotendo molto successo – è proprio piazza Pia, il nuovo polo urbano pedonale con fontane, gradinate e alberi che rappresenta il simbolo del Giubileo: è la “piazza dell’abbraccio”, come l’ha soprannominata il sindaco Gualtieri, una piazza che per ora sembra anche aver mantenuto le promesse, perché pensata nel segno della sostenibilità e della socialità. Dalla sua inaugurazione, avvenuta il 23 dicembre, si è infatti riempita di romani e visitatori.
“Un abbraccio, un ‘segno tangibile di speranza’ - imprevisti – ha dichiarato il sindaco Roberto Gualtieri sui suoi social - che proietta Roma verso l’inizio dell’Anno Santo, per rilanciare in tutto il mondo il potente messaggio di speranza, di fraternità e di pace che Papa Francesco ha voluto legare al Giubileo del 2025.”



“Per raggiungere questo traguardo abbiamo dovuto fare una vera e propria corsa contro il tempo che ci ha permesso di superare difficoltà e imprevisti. Dobbiamo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo eccezionale risultato.” E il lavoro non è stato semplice: “Abbiamo dovuto spostare due grandi collettori, con una straordinaria manovra di ingegneria idraulica, e affrontare imprevisti, a partire dal ritrovamento della ‘fullonica’, una lavanderia d’epoca romana, e dei resti del Portico di Caligola. È stata l’occasione per dimostrare che il patrimonio archeologico che si trova nel sottosuolo non è un ostacolo alla trasformazione di Roma, come si era sempre detto. Anzi, le grandi opere e i grandi eventi come il Giubileo possono aiutarci a riscoprire la storia e valorizzare nuove gemme.”
La novità di piazza Pia: il sottopasso
La piazza collega Castel Sant’Angelo con il Lungotevere, via della Conciliazione e piazza san Pietro e può contenere fino ad un massimo di 150mila persone. Chi era abituato a percorrere quella strada, nota da subito la vera novità: il sottopasso. Prima della sua realizzazione, le auto – che erano più di tremila ogni ora - rallentavano al semaforo che divideva Castel Sant’Angelo e via della Conciliazione, creando spesso ingorghi e impedendo la vista per così dire “pulita” della Basilica. Il sottopasso in parte risolve i problemi di viabilità, ma quel che è certo è che è sato restituito alla città lo spazio pedonale che in passato garantiva il passaggio fino a San Pietro con una piazza unica.




