Ricerca nel Sito

Next, Luca Marfé: "Gli americani votano Trump per tornare a vivere"

Next, Luca Marfé: "Gli americani votano Trump per tornare a vivere"

|

"Next - Sguardo al Futuro", il talk show guidato da Davide G. Porro e prodotto in collaborazione con Nexus, Assodigit, e 1 Life, rappresenta un valore aggiunto nell’offerta informativa di Radio Roma, proponendo analisi approfondite sulle dinamiche internazionali con un approccio innovativo e critico. La puntata inaugurale si è concentrata su scenari geopolitici complessi, ponendo l’accento sugli effetti dell’ascesa di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti.

Perché gli americani hanno scelto Trump

Molto si è discusso, all'indomani del voto, delle motivazioni che hanno spinto la maggior parte dei cittadini americani a scegliere nuovamente Donald Trump per la Casa Bianca. La risposta appare molto semplice per il giornalista e scrittore Luca Marfé, intervenuto in trasmissione: riportare al centro dell'agenda politica gli interessi nazionali per "tornare a vivere".

"Gli americani che hanno votato per Trump rivogliono hanno perso tantissimo, se non addirittura tutto, con questa globalizzazione sfrenata" ha osservato Marfé. "In questi anni ho raccontato, ad esempio, realtà che è difficile immaginare dall'Italia. Penso a Detroit, una città che è stata uno dei poli industriali più importanti. Oggi è un cumulo di macerie, cioè proprio quartieri interi abbandonati poi al degrado, spesso alle droghe, quindi alla delinquenza, alla criminalità, con il problema dell'immigrazione clandestina che si mescola in tutte le geografie degli Stati Uniti".

I dazi di Trump e l'amministrazione Biden

"Gli slogan vorrebbero farci credere che il libero mercato di per sé sia un vantaggio straordinario, e lì ci sono comunità che sono praticamente morte, sono agonizzanti e che quindi chiedono un riscatto in questo senso" ha spiegato Marfé. "Quindi mentre noi ci isterizziamo da Roma, da Milano, da Bruxelles, ad esempio sul tema dei dazi che dovrebbe penalizzare l'Unione Europea e quant'altro, lì c'è gente che con questi provvedimenti spera di tornare a vivere, spera di tornare a produrre, spera di tornare a lavorare per mettere alla sera il piatto, il famoso piatto a tavola per i figli".

Per il giornalista i quattro anni di Biden hanno lasciato strascichi pesantissimi. "L'amministrazione Biden è stata raccontata come una sorta di amministrazione pacata, saggia, addirittura lungimirante, ma siamo di fronte a uno dei più grandi disastri dell'intera storia americana. Siamo di fronte al peggior presidente degli Stati Uniti, probabilmente della storia".