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"Troppi minimarket, limitate le aperture": a Torpignattara la protesta dei residenti e le reazioni del Municipio - VIDEO

"Troppi minimarket, limitate le aperture": a Torpignattara la protesta dei residenti e le reazioni del Municipio - VIDEO

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"Troppi minimarket, limitate le aperture": a Torpignattara la protesta dei residenti e le reazioni del Municipio

Ospite in collegamento: Mauro Caliste, presidente del V Municipio

Roma sta cambiando pelle. Sta diventando sempre di più una città a vocazione turistica, multietnica e (qualcuno dice) dal carattere internazionale. Ma tutto questo non rischia di farle perdere la sua vera identità? Non guardiamo il centro, ma le periferie: luoghi pulsanti della romanità, delle tradizioni, luoghi che dovrebbero mantenere quell'autenticità tipica della Città Eterna. Ecco, il condizionale è d'obbligo perché, in realtà, sono proprio le periferie a diventare protagoniste della questione.

Dobbiamo andare a Torpignattara, quadrante del V Municipio di Roma, dove i residenti si sono organizzati con una raccolta firme per impedire nuove aperture di minimarket: "Ce ne sono troppi, bisogna vietare il rilascio di nuove licenze" dicono. Tradotto in numeri, nei 2,27 kmq di Torpignattara ce ne sarebbero oltre 80: uno ogni 12,5 metri. Ma bisogna anche considerare 22 caf, 30 call center, 32 casalinghi e poi money transfer e negozi di telefonia. Praticamente Torpignattara, secondo i residenti, sta completamente perdendo la sua vera identità, la sua natura storica.

Bisogna, dunque, intervenire: se consideriamo l'estensione del quartiere la concentrazione di queste attività "supera di 16 volte la media nazionale, di tre volte quella di Roma, ed è il 62% in più rispetto al dato di municipio", denunciano i promotori della raccolta firme.

Il Municipio: "Impossibile intervenire"

Sulla questione è intervenuto il Municipio, che ha di fatto stroncato ogni tentativo: “Le leggi nazionali non permettono al municipio di limitare determinate attività commerciali. Il problema a Tor Pignattara c’è e riguarda soprattutto una perdita di identità del quartiere e delle sue attività storiche, per questo, secondo me una soluzione potrebbe essere quella di chiedere a Comune e Regione di incentivare e favorire l’imprenditoria giovanile, affinché ragazze e ragazzi siano incoraggiati ad aprire nuove attività commerciali a Tor Pignattara”.