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“Next”, Joseph Tritto: “Pandemia? C'è stato condizionamento comportamentale sulle masse"

“Next”, Joseph Tritto: “Pandemia? C'è stato condizionamento comportamentale sulle masse"

TRITTO OK

Il 16 marzo è andata in onda una nuova puntata di "Next", il programma di approfondimento di Radio Roma News, realizzato grazie alla collaborazione con Assodigit, 1Life e Nexus Edizioni. La trasmissione, condotta da Davide G. Porro, ha visto un intenso dibattito che ha coinvolto esperti di diverse aree, tra cui medici, politici e giuristi. I temi discussi sono stati di grande rilevanza e hanno toccato argomenti cruciali come le ripercussioni della pandemia, l'efficacia dei vaccini e il ruolo fondamentale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nella gestione della crisi sanitaria globale.

Covid e manipolazione dell’opinione pubblica, l’intervento di Joseph Tritto

Tra gli interventi più significativi, quello del dottor Joseph Tritto, medico e ricercatore, ha suscitato particolare interesse. Tritto ha parlato di quella che è stata definita una manipolazione dell’opinione pubblica durante il periodo di pandemia, sollevando diversi dubbi e interrogativi sulla modalità con cui il virus è emerso e sulla rapidità con cui è stato identificato. Ha sottolineato come, dietro a quella che è stata presentata come una scoperta scientifica risolutiva, ci siano ancora molte questioni irrisolte e misteri che, a suo parere, non sono stati adeguatamente approfonditi.

Ha dichiarato Tritto: “C'è stato l'approccio del condizionamento comportamentale sulle masse, che è ben studiato, non solo a livello sperimentale sugli animali, come nei ratti, nelle tecniche di Pavlov, eccetera, ma che è stato anche oggetto di studio dalla scuola di Chicago e da tutti i gruppi di psichiatri e psicologi americani per capire come condizionare la risposta delle popolazioni, soprattutto quando vengono adottate misure di tipo costrittivo. Misure come il distanziamento sociale, l'obbligo di indossare la mascherina in ogni momento, anche quando andavi in un ristorante dove, per mangiare, dovevi abbassare la mascherina e mettere la cannuccia, eccetera. Anche sui treni, era obbligatorio mettersi la maschera. Ricordo che in Italia, giravo con una mascherina gialla su cui era scritto "basta". In quel caso, il controllore non veniva neanche a vedere il mio biglietto, perché capiva che poteva essere aggredito”.

Ha aggiunto Tritto: “Il condizionamento attraverso questi comportamenti ha avuto un doppio effetto: da un lato, ti rende come una pecora, praticamente accettavi tutto per sopravvivere. Dall'altro, però, crea una frattura nelle reazioni sociali che si sono rivoltate contro il sistema, minando quindi la validità di quest'ultimo. Ma tutto questo, in realtà, era voluto sin dall'inizio, fin dall'evoluzione del Covid, c'è stato un "cover-up". Inizialmente sembrava che fosse una cosa naturale, un virus dei pipistrelli e dei pangolini che si erano accoppiati, animali immunotolleranti, non sono esposti alla luce solare, quindi non c'è alcun problema legato alla vitamina D3, alla protezione, eccetera. Eppure, non si era mai vista un'epidemia da pipistrello o pangolino in Asia nei millenni precedenti. Era una situazione insolita, e secondo c’era un altro aspetto importante da coprire: un'amministrazione americana aveva deciso di avviare una guerra biologica contro la Cina, come principale concorrente degli Stati Uniti, ma c'era tentando di lavorare insieme. Infatti, sono stati pubblicati due lavori importanti fatti dai cinesi”.

“Il primo lavoro, che risale al 2014, riguarda il Sars 1, che è apparso tra il 2002 e il 2004 a Hong Kong, poi si è diffuso a Taiwan, e successivamente a Pechino. Il virus ha causato un 10% di mortalità, ma dopo un po' è scomparso. Non abbiamo mai trovato tracce del Sars 1 nel nonno, nel bisnonno e nemmeno nel padre, E poi è sparito. I cinesi hanno parlato di "evoluzione invertita retrograda". Per la prima volta allora un virus è apparso dal nulla, senza una fonte identificata, e che poi è scomparso senza lasciare tracce, una cosa mai vista prima”.

Ha concluso Tritto: “Alla fine, dopo dieci anni, sono riusciti a trovare qualcosa. Tra il 2007 e il 2014, hanno preso dei campioni da francesi che avevano contratto l'influenza H1N1. Questi campioni sono stati analizzati negli Stati Uniti, con il permesso dell'istituto Pasteur. E su alcuni campioni hanno trovato tracce del Sars 1. In Europa, fino a prova contraria, non si erano mai verificati casi di Sars 1, se non in modo limitato. Ma perché questi campioni sono arrivati negli Stati Uniti? Andando più a fondo, altri ricercatori hanno scoperto qualcosa di ancor più interessante: il Sars 1 aveva cinque varianti, create all'Istituto Craig Venter negli Stati Uniti”.