“Più che un lungomare sembra una pista di formula uno”. A poche ore dall’incidente che ha travolto e ucciso Giuseppe Milana, sbalzando il 91enne a decine di metri, esplode la rabbia di residenti e commercianti di Ostia. Al centro delle polemiche ancora una volta la velocità e la sicurezza del rettilineo fronte mare. Tra chi torna a chiedere interventi urgenti c’è il gestore dello stabilimento frequentato dalla vittima con la famiglia. Sono stati tra i primi ad accorrere sul posto insieme a due sanitari dell’ospedale che si trovavano a cena al ristorante e ai tanti che passeggiavano sul lungomare.
Tragedia sul lungomare di Ostia, allarme sicurezza dopo l’investimento mortale
“Questa è una strada pericolosa - sottolinea Massimo Sinceri, titolare del lido Il Delfino - Devono mettere i dossi perché si corre troppo. Partono dal semaforo e arrivano qui che vanno già a 100 all’ora. Poi ci sono delle siepi che non fanno vedere le persone che attraversano. Ci vuole un autovelox, ci vuole per forza un intervento stradale perché così non può più andare avanti”.
Sotto accusa anche la manutenzione del verde dello spartitraffico tra le due carreggiate, considerato da molti un ostacolo alla visuale, e soprattutto l’illuminazione: in alcuni punti la strada resta poco visibile nelle ore serali. “Anch'io faccio fatica, rallento apposta, in prossimità delle strisce perché in molti punti è buio. Come questo dove è avvenuto l’incidente e poco più avanti all’altezza del Curvone. Se si è vestiti con abiti scuri, il rischio è di non essere visti”.
Martedì sera accanto al pensionato c’era una delle figlie, dopo cena avevano attraversato la prima carreggiata si erano appena affacciati sul secondo tratto delle strisce pedonali quando intorno alle 22.30 un’Audi A3 li ha colpiti scaraventando il 91enne oltre lo spartitraffico e la figlia di 61 anni a diversi metri. "Abbiamo sentito un gran botto - racconta Sinceri - ci siamo siamo affacciati, e abbiamo capito subito che era successo qualcosa di grave. Poi abbiamo capito che erano dei nostri clienti e che erano al ristorante poco prima. Il signore è stato sbalzato di 30 metri dall'altra parte della carreggiata e la figlia stava lì distesa sull’asfalto”.
Dopo la tragedia attraversare fa ancora più paura, anche sulle strisce o al semaforo. A pesare il mancato rispetto delle regole troppo spesso ignorate. "Purtroppo bisogna stare attenti anche con il semaforo verde - dice una passante diretta in spiaggia - qualcuno accelera quando vede l'arancione e succede il peggio. All’estero non è così, c’è un grande rispetto per le regole e si fermano subito già da lontano se vedono una persona che mette il piede su bordo del marciapiede. Qui invece fanno lo slalom per passare". Tra le richieste per dare sicurezza ai pedoni quella degli attraversamenti rialzati. Per molti sarebbero un deterrente contro l’alta velocità, ma altri restano scettici. “Se corrono, corrono anche con i dossi” ripete più di uno.
