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Tir in protesta a Roma. Quando verranno ricevuti dal ministro Salvini?

Tir in protesta a Roma. Quando verranno ricevuti dal ministro Salvini?

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Dopo Napoli, la protesta dei Tir arriva nella Capitale. Occhi incuriositi puntati verso quei quattro giganti su gomma fermi davanti al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture a Porta Pia. La manifestazione organizzata da Trasportounito si è svolta secondo modalità concordate con la Questura: è partita da Saxa Rubra, luogo del raduno, per poi dividersi in delegazioni. In quattro si sono diretti verso via Nomentana davanti al Mit e gli altri 36, invese, sono andati verso piazzale Nervi.

“Abbiamo fatto una manifestazione ordinata e organizzata con la questura” racconta Maurizio Longo, segretario generale Trasportounito.

La delegazione di fronte al Mit non è stata ricevuta oggi, ma lo sarà il giorno 26 febbraio. Le richieste sono tante: “Chiediamo tantissime cose, ma in particolare la regolamentazione nuova del mercato per l’autotrasporto dalle merci, la carezza di conducente che va affrontata in modo più serio, strutturale, internazionale, e la sicurezza stradale che significa infrastrutture, sicurezza, abilitazione, un codice della strada nuovo, perché questo non ci aiuta.”

Manifestazione Tir, le richieste dei lavoratori

Nuova manifestazione rispetto a quella organizzata lo scorso 4 dicembre a Napoli, ma le richieste non cambiano. Ci si rivolge direttamente al ministro Matteo Salvini, chiedendo maggiori tutele per la categoria, ma questa volta con la speranza che il 26 febbraio – data in cui verranno ricevuti - potranno esporle direttamente al ministro. E proprio quei 4 veicoli di fronte al Mit erano in rappresentanza dei 40 che sono arrivati da tutta Italia e hanno invaso le strade di Roma e che incarnano il grido di tutta la categoria.

Ciro De Troia, imprenditore del trasporto, è venuto con il suo tir dalla Puglia, e ha sottolineato ai microfoni di Radio Roma come questa manifestazione sia solo l’inizio di fronte al malcontento della categoria. “Chi non ha il dovere di ribellarsi, non ha il diritto di lamentarsi” dice. “Penso che questo governo non abbia preso in considerazione veramente l'autotrasporto. È una vita di sacrifici e noi veniamo penalizzati molto. Quando ci ferma la stradale sempre che siamo dei banditi, in più non ci sono infrastrutture in Italia. Se noi facciamo un minuto di ritardo, per quanto riguarda la scheda, veniamo penalizzati, veniamo multati, cioè veniamo trattati come banditi.”