A quattro anni dalla vittoria del concorso internazionale per la riqualificazione di piazza dei Cinquecento a Roma, lo studio di architettura IT’S prende le distanze dall’opera in corso. L’ultimo strato di asfalto al terminal degli autobus, che trasforma i 4 ettari antistanti la stazione Termini in una “bollente landa di catrame”, segna la rottura definitiva con l’impostazione originaria.
Il progetto di piazza dei Cinquecento e lo strappo
Dopo il subentro di ANAS a Grandi Stazioni Rail per l’urgenza dei lavori giubilari, gli architetti risultano esclusi dalle fasi esecutive e dalla direzione artistica. Secondo lo studio, il cantiere si è allontanato dai principi approvati con il progetto premiato, compromettendo obiettivi ambientali e funzionali della piazza.
Le modifiche contestate
Sono stati accantonati elementi cardine come la permeabilità dei suoli contro il rischio climatico, mentre è stato eliminato il BikeUp da 300 posti pensato per favorire la mobilità sostenibile. Permangono inoltre dubbi su qualità e scelta dei materiali, con impatti non solo sull’aspetto della piazza ma anche sulla sua durata nel tempo.
Il verde e le prospettive
Capitolo delicato anche il verde: non è chiaro l’esito della piantumazione dell’arboreto prevista. Per i progettisti, così si affievolisce un’occasione di rigenerazione coerente in un nodo urbano strategico di Roma.
La voce delle associazioni
Nel dibattito interviene Jacopa Stinchelli, presidente dell’Associazione “C.U.R.A.A.”: “Piazza dei Cinquecento non è l'unica riqualificazione ad aver tradito il progetto originario. C'è Piazza Risorgimento, Piazza Augusto Imperatore, il Laghetto degli Iris di Villa Ada, Piazza San Giovanni, la Rambla di Pietralata oppure il Parco di Tor Marancia, veri e propri cavalli di Troia che non hanno mai mantenuto ciò che hanno promesso, anzi hanno danneggiato il patrimonio arboreo e il paesaggio e sono stati progetti nocivi per le isole di calore perché le hanno provocate e aumentate. Che ora, soltanto ora, gli studi di architettura sconfessino questi progetti, beh, desta qualche perplessità”.