Le invenzioni delle donne che hanno cambiato il mondo: dal tergicristalli al sistema wireless
Ospite in collegamento: Cinzia Giorgio, direttrice di "Pink Magazine Italia"Quando si pensa ad un’invenzione, in automatico la nostra mente ci fa visualizzare un uomo con gli occhiali e la provetta. Ma per fortuna non è vero, tante, tantissime invenzioni che hanno cambiato la nostra vita sono state pensate e progettate dalle donne.
Non chiamatele invenzioni rosa. No, non abbiamo inventato solo lavatrice e tergicristalli, non abbiamo trovato solo soluzioni pratiche a problemi domestici. Ci sono state, nel corso della storia, scoperte rivoluzionarie che portano la firma di una donna (che talvolta ha dovuto faticare due volte per vederle concretizzarsi, proprio perché donna).
Vuoi scoprire quali? Leggi l'approfondimento di Cinzia Giorgio qui.
L’8 marzo nella Russia di Yashka e Inessa
Scuole e uffici chiusi, enormi mazzi di fiori che si aggirano per le città, discorsi presidenziali e dichiarazioni ufficiali di politici di ogni colore. Una rivoluzione nata l’8 marzo non poteva che avere un volto femminile.
In una Russia arretrata fin dal calendario, la giornata dedicata alla festa della donna coincide con il 23 febbraio e non con l’8 marzo come nel resto del mondo. Le tessitrici di Torshilovo insieme alle dipendenti del deposito di tram dell’isola Vassilievsky sfilano sulla Prospettiva Nevsky.
Chiedono pane per le famiglie dei soldati, pace per i loro figli e diritti per se stesse. A loro si uniscono gli operai della fabbrica Putilov, e le massaie esasperate da ore di code per il pane, che sfidano la polizia e i soldati.
L'approfondimento a cura di Pink Magazine qui.
L'importanza di leggere “La Banalità del male” di Hannah Arendt
Leggere la “La Banalità del male” di Hannah Arendt significa capire come la normalità e l’obbedienza possono alimentare l’orrore.
La teoria della banalità del male, proposta dalla filosofa Hannah Arendt, è una delle riflessioni più profonde e inquietanti del XX secolo. Scritta in seguito al processo contro Adolf Eichmann, un alto funzionario nazista, questa teoria ha scosso la coscienza collettiva, invitando a riflettere su come il male non emerga sempre da individui eccezionalmente crudeli, ma possa essere perpetrato da persone comuni, immerse nelle routine quotidiane e nella cieca obbedienza alle autorità.
L'approfondimento e le riflessioni a cura di Gioia Cativa qui.