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Cultura, al Teatrosophia "Bianco": la tormentata relazione tra Pollock e Krasner (VIDEO)

Cultura, al Teatrosophia "Bianco": la tormentata relazione tra Pollock e Krasner (VIDEO)

BIANCO

Cultura, al Teatrosophia "BIANCO - Il volto di Jackson Pollock e Lee Krasner"

Ospiti in collegamento a Non solo Roma: Gianni De Feo e Serena Borelli, attori

Il prossimo spettacolo della stagione al Teatrosophia rappresenta un vero e proprio evento: una produzione che vede in scena due leoni del palcoscenico: Gianni De Feo e Serena Borelli alle prese con un testo inedito di Marco Buzzi Maresca.

Intorno a loro una squadra di professionisti ed artisti a partire da Maria Concetta Borgese e da Theo Allegretti.

E poi una grande novità: Bianco sarà in scena per due settimane per un totale di otto repliche. Sullo sfondo l’America degli anni ’40/’50, delle infinite pianure, degli infiniti
oceani, del jazz e della bomba di Hiroshima.

L’America del New Deal ma anche
dell’incipiente caccia alle streghe del maccartismo. E le vicende eroiche - fatte di persone alcool cameratismo e competizione dell’avanguardia artistica, che migrava dall’Europa al nuovo mondo.

Al centro della scena la tormentata storia di Jackson Pollock e Lee Krasner

Il palcoscenico silente del tormento di Jackson Pollock, il gigante dell’espressionismo astratto e dell’action painting: “Sono Pollock, figlio bastardo di me stesso. 44 anni … Non uno di più. E dall’eternità mi guardo, eternamente morire nelle mie tele”.

“Sono Lee Krasner, la sua compagna, e dall’eternità di altri 32 anni ancora lo guardo e non gli so negare nulla. Ancora mi trascina a fondo. La pittura era il nostro letto di tenebre.”

Sul bianco delle tele, sul bianco del silenzio, sul bianco di una solitudine infinita, Jackson Pollock e Lee Krasner urlano danzano sussurrano la loro simbiosi il loro amore, il loro disperato lento allontanarsi.

Jackson Pollock non ce la fa a reggere la tensione dell’arte e del successo, dal richiamo a dover essere, dal gigantismo in cui lo proiettano le luci della ribalta, dal gorgo dell’alcolismo. Non ce la fa a cercare solo se stesso.

Lee Krasner - compagna e artista non meno importante - pur attratta dal suo fuoco di tenebra, non ce la fa a farlo essere, a non essere. E mentre la nave si inabissa, parte per la propria tristezza. Nasce e rinasce a sé stessa.

In una scenografia scarna e bianca come una tela da plasmare, i due personaggi si fondono, si amalgamano intrecciandosi in un corpo a corpo sensuale tra suoni gesti parole, movimenti lenti e ritmi frenetici.
Non è la fotografia della loro vita, ma una cartografia di fantasmi interiori, la danza post mortem del tormento della relazione.