Taxi, Gualtieri: "Vogliamo i mezzi dotati di GPS", infuria la polemica con i sindacati
Ospite in collegamento: Riccardo Cacchione, USB Taxi RomaLa situazione è talmente tesa che basta davvero poco per scatenare la polemica: si torna a parlare di taxi nella Capitale e, ancora più nello specifico, della possibilità di installare dei dispositivi GPS sulle auto bianche che circolano in città. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, è tornato a parlare della questione durante la Festa dell'Unità. "Perché non posso sapere dove sono i taxi? Se un taxi ha deciso di staccare prima perché non lo posso sapere né sanzionare?", ha chiesto il primo cittadino dal palco.
"Questo strumento, tra l’altro, servirebbe anche [...] per avere, alla fine, un quadro chiaro e puntuale del parco taxi di Roma e stabilire, una volta per tutte, di quante auto bianche la città abbia veramente bisogno" ha spiegato il sindaco. Da qui, bufera.
La risposta di USB Taxi non si è fatta attendere: il sindacato ha scritto una lettera al primo cittadino dove si legge, tra le altre, "Ma Sindaco perché non se lo mette Lei un GPS in tasca per far sapere ai cittadini romani, dove e come passa le giornate? Forse nel suo caso sarebbe pertinente una scelta di questo tipo, in quanto dovrebbe essere il primo "dipendente" comunale e come tale spiegare ai cittadini, dove si trova e cosa sta facendo".
Secondo il sindacato, il dispositivo non serve perché i taxi "stanno nel girone infernale, nel quale ha trasformato la viabilità romana, sono impegnati a cercare di spostarsi nel labirinto senza corsie preferenziali in cui ogni giorno dobbiamo infilarci per arrivare a Termini, oppure siamo in fila nei parcheggi perché i pellegrini che Lei e i suoi Assessori avevano immaginato invadessero Roma non utilizzano i TAXI, cosa che viceversa noi avevamo affermato" si legge nella lettera.