Il cantautorato non è mai stato solo musica. E’ una forma di espressione che, da sempre, ha segnato il panorama artistico e continua a farlo abbattendo i muri dell’evoluzione, dando poi voce a emozioni, racconti, esperienze e riflessioni personali.
Giuseppe e Gianfilippo Santangelo, in arte i “Taverna Umberto I” rappresentano, in un mondo ricco di proposte ed evoluzione, il ritorno all’essenza della musica. Quella scritta, raccontata e vissuta. Si innamorano della musica sin da piccoli, accompagnati prima dall’atmosfera artistica promossa dalla madre, corista, e dopo anche dal filone degli aneddoti del nonno e del papà. Un mix di tradizioni, per tornare indietro nel tempo e mantenere così, vivi i ricordi.
”Taverna Umberto I - esordisce Gianfilippo - è un omaggio che facciamo ai nostri nonni paterni su delle storie raccontate da papà Giorgio, dove è stato creato proprio questo nome ‘Taverna Umberto I’. Quindi è una riapertura in musica, di questa taverna situata a Piazza Armerina, in Via Umberto I. Piazza Armerina è la nostra cittadina, al centro della Sicilia. Con Giuseppe abbiamo sentito la necessità di riaprirla musicalmente, raccontando delle storie vissute, delle cose che hanno fatto i nostri nonni in questa taverna e non solo, anche altre storie che ha raccontato papà […]”
Come poi aggiunge Giuseppe, “La musica è sempre stata di casa. La mamma cantava in un coro”. Nella loro famiglia, c’è sempre stata la necessità di “esprimere le emozioni cantando. A me è sempre piaciuto sperimentare lo strumento, verificare come funzionasse, come suonasse. Questa curiosità ci ha portato poi a suonare dei veri e propri strumenti, pianoforte e chitarra[…]” - sottolinea ancora.
Due fratelli di sangue per natura, ma legati ancor di più dalla musica per scelta, per amore e per passione. Tra loro c’è tanta collaborazione, rispetto e condivisione. “Per Roma” è il titolo di un grande progetto, che racchiude storie, quotidianità e anche molta gratitudine.
Roma è per loro non solo una città adottiva, ma anche la tappa di un viaggio importante: quello per raggiungere un sogno, con sacrificio, speranza, umiltà e curiosità. “Oggi ci aspetta Roma, chissà cosa sarà!” Recita uno dei versi più significativi del testo.
”E’ una canzone che abbiamo voluto dedicarci - spiega Giuseppe - in un certo senso perchè è quello che facciamo spesso e volentieri con Gianfilippo da anni per venire a Roma”. Un omaggio a Roma, un omaggio a loro stessi, per condurre questo viaggio, sempre con la giusta perseveranza.