Una giovane aspirante agente della Polizia di Stato, esclusa dal concorso per un piccolo tatuaggio sulla gamba destra non coperto dalla divisa, potrà proseguire la selezione. Lo ha deciso il Tar del Lazio con un’ordinanza che dispone la riammissione con riserva alla procedura concorsuale, in attesa della sentenza della Corte di Giustizia europea.
Il caso ha riacceso il dibattito sulle differenze di trattamento tra candidati uomini e donne dovute alle diverse uniformi. I giudici amministrativi hanno riconosciuto la complessità della questione, ritenendo che il principio di non discriminazione debba essere garantito in modo uniforme.
L’avvocato della candidata, Michele Bonetti, ha espresso soddisfazione: “Non è solo una battaglia personale, ma una questione di sistema che tocca i valori costituzionali di uguaglianza e pari opportunità”. L’ordinanza del Tar sospende il giudizio fino alla decisione europea, che potrebbe diventare un precedente vincolante per centinaia di altri casi analoghi.