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"Una tassa di sbarco per i crocieristi": Civitavecchia pensa al modello Genova e Venezia - VIDEO

"Una tassa di sbarco per i crocieristi": Civitavecchia pensa al modello Genova e Venezia - VIDEO

CROCIERISTI

"Una tassa di sbarco per i crocieristi": Civitavecchia pensa al modello Genova e Venezia

Ospite in collegamento: Francesco Baldini, "Civonline"

Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Giancarlo Frascarelli, interviene nel dibattito sull’ipotesi di introdurre a Civitavecchia un’imposta di sbarco per i passeggeri delle navi da crociera, modello già adottato recentemente dal Comune di Genova e applicato da anni a Venezia.

«Negli ultimi giorni, commentando gli articoli pubblicati da emittenti locali, desidero esprimere la mia posizione in modo chiaro e trasparente – spiega Frascarelli – condivido pienamente l’idea che la nostra città non possa più sostenere una sperequazione fiscale ormai insostenibile».

Civitavecchia, città di poco più di 50.000 abitanti, accoglie ogni anno oltre 5 milioni di passeggeri, in larga parte crocieristi. Un flusso imponente che genera costi significativi in termini di rifiuti, manutenzione urbana, gestione della viabilità e servizi aggiuntivi, che ricadono quasi interamente sui cittadini. «Gli abitanti sopportano una delle tassazioni più pesanti del territorio senza ricevere servizi adeguati – sottolinea Frascarelli – è necessario aprire un confronto serio sulle modalità di contributo dei passeggeri che usufruiscono del porto».

Secondo il consigliere, l’imposta di sbarco non sarebbe uno strumento per fare cassa, ma permetterebbe di sostenere la città: interventi sul decoro urbano, la sicurezza, la viabilità e il sostegno alla società CSP, in difficoltà negli ultimi mesi, garantendo servizi adeguati al ruolo internazionale del porto di Civitavecchia, spesso definito “il porto di Roma”.

«Questa misura è in linea con quanto avviene in molte altre realtà portuali europee – conclude Frascarelli – non penalizza il turismo, ma valorizza la città, tutela i cittadini e contribuisce a restituire dignità a Civitavecchia, consentendo al Comune di offrire servizi all’altezza della sua importanza internazionale».

Capodanno, Civitavecchia fanalino di coda al bando regionale

Mentre a Ladispoli scatta il conto alla rovescia per festeggiare il Capodanno in piazza con due big della musica e delle classifiche come Gue Pequeno e Rose Villain, a Civitavecchia si corre ai ripari dopo la clamorosa bocciatura ricevuta in Regione per il progetto del Pincio. Nei mesi scorsi, infatti, l’amministrazione comunale ha partecipato al bando “Sostegno alla realizzazione di grandi eventi di spettacolo dal vivo nella Regione Lazio per l’anno 2025” messo in campo dalla Pisana.

Il contributo avrebbe coperto fino all’80% dei costi ammissibili, con un massimo di 100mila euro per progetto. Sono finanziate spese di personale, produzione, gestione e promozione, con l’obiettivo di rafforzare offerta culturale e innovazione artistica sul territorio. Ma con il bollettino regionale del 20 novembre i sogni del Pincio si sono infranti e il progetto “Civitavecchia 90 - Concerto di Capodanno” ha ricevuto una bocciatura sonora arrivando 157esimo su 158 partecipanti, l’ultimo è stato escluso per mancanza dei requisiti.

Insomma il progetto del Pincio è arrivato ultimo. I progetti finanziati sono stati ben 23, con un occhio di riguardo all’associazionismo che però non ha escluso la presenza di diversi comuni come quelli di Frosinone e Sabaudia che sono stati premiati, rispettivamente, con 82mila e 18mila euro.

Tra i premiati, fortunatamente, c’è un po’ di Civitavecchia grazie alla rassegna E... state in Giardino organizzata dalla Skelter s.r.l. (un privato). A quanto pare, però, il Pincio starebbe già correndo ai ripari con un affidamento tardivo per salvare il salvabile. La serata si dovrebbe strutturare con qualche band locale in apertura e poi un concerto con una band di musicisti professionisti specializzati in cover, certo una serata al ribasso rispetto a quanto inizialmente previsto ma i numeri parlano chiaro e la bocciatura della Regione sembra aver messo la parola fine alle ambizioni del Pincio.

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