Suicidio assistito: cosa prevede la legge della Regione Toscana?
La Regione Toscana ha approvato la sua legge sul suicidio assistito. “Un forte messaggio di civiltà” è stato il commento del presidente della Regione Eugenio Giani.
“Una sconfitta per tutti” la critica del Presidente della Conferenza episcopale Toscana, il Cardinale Lojudice. L'iter legislativo è partito dall'iniziativa popolare dell'associazione Luca Coscioni, che ha raccolto circa diecimila firme.
Il testo è stato approvato con i voti favorevoli dei consiglieri regionali di: Partito democratico, Movimento Cinque stelle e Italia Viva; contrari i consiglieri del centrodestra.
Per accedere al suicidio assistito dovranno sussistere in contemporanea quattro condizioni:
- la patologia irreversibile;
- la presenza di sofferenze fisiche o psicologiche che il paziente reputa intollerabili;
- la dipendenza del paziente da trattamenti di sostegno vitale, cioè respiratori meccanici e terapie o trattamenti in assenza dei quali il paziente morirebbe;
- infine, ultimo requisito: la capacità del paziente di prendere decisioni libere e consapevoli.
La procedura si avvia con la richiesta diretta o per delega presentata all’azienda sanitaria locale di riferimento. Una commissione sarà incaricata dall'asl di verificare la sussistenza dei requisiti. Occorreranno circa 50 giorni per completare l’iter dalla presentazione della domanda all’iniezione letale.
Per accedere al suicidio assistito in Toscana occorrerà essere assistiti dal servizio sanitario locale. Questo significa che sarà possibile per chi non è residente, trasferirsi temporaneamente, facendosi assegnare un medico per poi procedere con la richiesta.
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Sul suicidio assistito e la legge regionale toscana potete ascoltare l'approfondimento di "Camelot, una Tavola Rotonda per la Verità", scritto e condotto da Francesco Capo, al seguente link
Vi proponiamo altresì l'ascolto di una riflessione di Marcello Veneziani sul tema.