Strage di alberi nella Capitale, 600 crolli in un anno: indagati dirigenti del Campidoglio
Ospite in collegamento: Gianluca Burchi, dirigente di ricerca del CREAIl patrimonio verde della Capitale sta forse affrontando il periodo peggiore degli ultimi anni. Qualcuno ha parlato di una vera e propria strage: in un anno sono crollati, infatti, più di 600 alberi. Colpa della scarsa (o errata) cura? Del cambiamento climatico? Della sempre presente incuria umana?
Fatto sta che i famosi pini di Roma non se la passano affatto bene. Ma questo sarebbe anche il problema "minore": Teresa Veglianti, 82 anni, a novembre dello scorso anno perse la vita, schiacciata dal crollo di un olmo, che aveva più di 70 anni. Dopo quasi un anno da quella tragedia, la Procura ha indagato decine di persone e due anche per omicidio colposo. Si tratta di funzionari e dirigenti dei servizi operativi municipali del Dipartimento tutela ambiente del Comune e anche del Servizio giardini dei municipi coinvolti dai cedimenti, insieme con i responsabili delle ditte incaricate degli interventi che erano stati programmati ma non sono stati eseguiti (o probabilmente sono statu fatti male)
I principali reati contestati sono crollo colposo e disastro colposo. Accuse già mosse in passato anche ad altri funzionari pubblici per eventi analoghi, con morti e feriti, in diversi quartieri della Capitale.
Ma nelle indagini c’è anche un altro aspetto, decisivo in questo contesto: la mancata o ritardata sostituzione delle piante morte, frutto di una precaria pianificazione. La mappa dei crolli, infatti, coinvolge in pratica ogni municipio: Eur, Tintoretto fino a viale Caravaggio, come anche Colli Aniene, Ardeatino e Casal Palocco. E poi ancora Testaccio, Cassia, Flaminio, Appia Antica. Per non parlare del lungotevere, martoriato da cadute di essenze piantate ben oltre mezzo secolo fa, così come nelle zone centrali delle consolari.
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