Il personaggio del giorno: Stevie Wonder
Nato a Saginaw, nel Michigan, il 13 maggio 1950, Stevie Wonder è oggi uno dei musicisti più innovativi ed influenti del genere Pop, Soul, R&B anche grazie alle contaminazioni con il Jazz, il Funk e il Raggae. Il suo vero nome è Stevland Hardway Morris, ereditato dalla madre quando si separò dal marito, mentre prima era Stevland Hardway Judkins.
E’ il terzo di ben cinque figli di Lula Mae Hardway, autrice e cantante Soul e di Calvin Judkins. A causa di una retinopatia dovuta a diverse complicazioni durante un parto prematuro, Stevie è affetto da cecità, che tra l’altro peggiorò in incubatrice per un’eccessiva quantità di ossigeno.
Fu considerato da tutti come un bambino prodigio. Ereditando dalla madre l’amore per la musica, si immerse in questo mondo all’età di tre anni e a quattro suonava già il pianoforte. Detiene il record dell’artista solista più giovane entrato in pole position, nella classifica Billboard, conquistato a tredici anni. Inoltre è il primo artista ad aver avuto una hit nelle classifiche sia Pop che R&B contemporaneamente. tutto questo con il nome di Little Stevie Wonder.
Il suo primo singolo si intitola “Superstition”, del 1973 ed è tratto dall’album “Talking Book”. Il culmine del successo di Stevie Wonder rientra nel cosiddetto periodo classico, quello degli anni settanta, in cui con la sua musica, tratta diverse tematiche importanti: dalla sua visione dell’amore, a quella della vita, di Dio, passando per il sociale e per il concetto di Umanità. Gli album che ripercorrono questi massimi temi, rappresentano un punto di riferimento per numerosi artisti della musica contemporanea.
L’artista, nel corso del tempo, ha contribuito a rinnovare profondamente la “Black Music”, al pari di Marvin Gaye e Sly & The Family Stone. Utilizzando sintetizzatori, mescolando diversi generi e abbinando testi introspettivi con una musicalità insuperabile, divenne sin da subito l’esempio di massima innovazione della musica, prendendo il distacco dalla massa. Negli anni sessanta inoltre, si ritrovò anche a cantare in italiano il suo brano “A Place in The Sun”, tradotto con “Il sole è di tutti”, seguito da “Solo te, solo me, solo noi”, “Non sono un angelo” e “Dove vai”. Nel 1969, partecipò al Festival della Canzone Italiana, in coppia con la magnifica Gabriella Ferri.
Da sempre Wonder, si batte per i diritti degli afroamericani, contro il razzismo ed ogni tipo di discriminazioni. Più volte è stato parte integranti di manifestazioni contro l’ apartheid e si è letteralmente speso per far diventare il compleanno di Martin Luther King.