Stellantis, l'amara illusione della ripartenza a Cassino: stabilimento (ancora) fermo
Ospite in collegamento: Francesco Esposito, Segretario Provinciale Fim Cisl FrosinoneQualcuno lo ha già drammaticamente rinominato "il grande malato del Paese", e già solo questo basterebbe. Ma, dietro la situazione catastrofica dello stabilimento Stellantis di Cassino, non ci sono solo incertezze e poche speranze: ci sono soprattutto persone, ci sono storie, c'è lavoro che vuole continuare.
Lo stabilimento resterà chiuso anche a febbraio. Durante tutto il mese di gennaio ha lavorato appena quattro giorni e non ha piani definiti circa la sua ripartenza a seguito del rinvio dei nuovi modelli Alfa Romeo. I numeri parlano chiaro: nel 2025 sono state prodotte circa 19mila vetture, un numero impressionante se confrontato con quello del 2017, quando dallo stabilimento ne uscirono oltre 135mila.
A rischio il futuro di tanti lavoratori
I lavoratori sono, di fatto, in ferie "forzate" ormai da dicembre e si sono dovuto scontrare con un'amara disillusione: lo stabilimento non accenna a ripartire come era stato, invece, annunciato. Appena quattro giorni di lavoro a gennaio e una data che incombe come una spada di Damocle: il 30 aprile, giorno in cui scadranno i contratti di appalto.
Sono 45 i lavoratori di Cassino, dipendenti di tre aziende dell’indotto Stellantis -Trasnova, Teknoservice e Logitech -, sottoposti ad eventuale esubero. In assenza di garanzie sulla continuità lavorativa da parte della multinazionale Stellantis o di un intervento risolutivo del Ministero, le aziende sub-appaltatrici hanno imboccato quella che definiscono una “via obbligata”.
Scatta dunque il conto alla rovescia di 75 giorni per tentare una mediazione: se entro questo termine non cambierà qualcosa, i licenziamenti diventeranno effettivi.
Gli occhi sono però puntati su un’altra data, quella del 21 maggio 2026: il Ceo Antonio Filosa, durante l’Investor Day 2026 negli Usa, presenterà il primo piano industriale post Tavares. Sarà durante questa giornata che, con tutta probabilità, si saprà di più sugli investimenti italiani di Stellantis nel prossimo futuro. Il rischio, però, è che l’hub di Cassino arrivi a maggio nella stessa situazione odierna: tutto fermo, tutto spento, nessuna luce in fondo al tunnel.



