"Stati generali delle Aree protette italiane", Roma protagonista della 2 giorni
Ospite in collegamento: Mario Vaccarella, Responsabile Ambiente del CaiIl 17 e 18 dicembre, a dieci anni dalla precedente edizione, il Ministero dell’Ambiente organizza a Roma nella Biblioteca Nazionale gli “Stati Generali delle Aree protette italiane”. In vista di questo incontro, le associazioni Club Alpino Italiano, Greenpeace Italia, Italia Nostra, Lipu, Mountain Wilderness, Pro Natura, Touring Club Italiano, Worldrise e WWF Italia hanno predisposto un documento unitario che affronta i principali problemi delle aree naturali protette e avanza soluzioni e proposte.
Il ruolo strategico che parchi, riserve e siti della Rete Natura 2000 ricoprono per tutelare la straordinaria biodiversità italiana, assicurare servizi ecosistemi fondamentali per la nostra vita, valorizzare i territori e contrastare il cambiamento climatico, richiedono il massimo impegno da parte delle istituzioni anche in vista degli ambiziosi obiettivi della Strategia europea per la biodiversità di arrivare entro il 2030 al 30% di territorio italiano protetto (a terra e a mare).
Il completamento del sistema delle aree protette, sia terrestri che marine, già previste per legge, è attualmente fermo, non sono previste estensioni delle aree protette esistenti (unica eccezione negli ultimi anni per il Parco Nazionale della Val Grande) e non si sta lavorando per dotare tutti i parchi di zone contigue (aree pre-parco).
Manca una classificazione della natura giuridica di nuove aree che, pur non essendo parchi o riserve e pur non facendo parte della Rete Natura 2000, potrebbero essere utili al raggiungimento dell’obiettivo del 30% di territorio protetto a condizione di adottare corretti criteri di gestione e salvaguardia. Manca, altresì, anche la definizione del concetto di “area rigorosamente protetta” che dovrà interessare, sempre entro il 2030, almeno il 10 % del territorio e del mare italiani.
Uno dei momenti di confronto previsti nei prossimi Stati Generali riguarda la modifica della legge quadro sulle aree naturali protette (Legge 6 dicembre 1991, n. 394) su cui in parlamento sono state già presentate due proposte di modifica sia dalla maggioranza che dalla minoranza. La legge n. 394/91 è indubbiamente una legge di successo che in pochi anni ha consentito di far crescere notevolmente la superficie di territorio italiano protetto. Le associazioni ambientaliste sono sempre state disponibili al confronto su come riformare una normativa con più di 30 anni di vita.
Una vera riforma dovrà così superare le scelte che nel tempo hanno portato la governance delle aree protette nazionali ad essere condizionata da istanze locali e partitiche, ribadendo la centralità della conservazione secondo criteri scientifici e tecnici. Soprattutto, una riforma efficace dovrà proporre modelli capaci di trasformare le oltre mille aree protette italiane in un vero e proprio “sistema” in grado di garantire tutela e sviluppo sostenibile.
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