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Starlink continua a dividere: che fare col sistema di Elon Musk? (VIDEO)

Starlink continua a dividere: che fare col sistema di Elon Musk? (VIDEO)

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Starlink tra favorevoli e contrari, il sistema di Musk continua a dividere l'opinione

Ospite in collegamento: Giuseppe Gorga, responsabile scientifico del DISC - Dipartimento Italiano Sicurezza Cibernetica

Starlink sì o Starlink no? Che lo si voglia o meno, Elon Musk continua a fare parlare di sé e soprattutto a dividere l'opinione pubblica. Al centro del dibattito, tutto italiano, ci sarebbe il sistema Starlink, una costellazione di satelliti attualmente in costruzione dal produttore privato aerospaziale statunitense SpaceX, per l'accesso a internet satellitare globale in banda larga a bassa latenza. Perché questo polverone? Tutto inizia con una notizia filtrata dall'agenzia di stampa Bloomberg, che avrebbe rivelato di un presunto accordo tra il Governo Italiano e il magnate statunitense proprietario di Tesla.

Un accordo quinquennale da 1,5 miliardi di euro per un progetto che consentirebbe all’Italia di utilizzare i servizi di telecomunicazione satellitare offerti dalla società SpaceX in ambiti istituzionali e militari molto delicati. A generare dubbi e perplessità (espressi anche dal Colle) ci sarebbero le eventuali criticità legate all’affidamento a un’azienda privata: si parla di controllo dei dati, dipendenza da un singolo fornitore e il rischio di interruzione del servizio.

Sull’accordo, la comunicazione del governo è stata inizialmente un po’ confusionaria e contraddittoria: prima la smentita da Palazzo Chigi, poi il post di Salvini che guarderebbe al sistema di Musk come "un'opportunità".

Informazioni più chiare sono state fornite mercoledì dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, alla Camera, che ha spiegato come al momento né il governo né la Difesa abbiano approvato alcun accordo con SpaceX, aggiungendo tuttavia che per molte delle attività delle nostre forze armate in Italia e soprattutto all’estero esiste l’esigenza di adottare sistemi di comunicazione più moderni e affidabili di quelli attualmente in uso, e che per farlo si è obbligati a ricorrere ai servizi garantiti dai satelliti in orbita bassa (quelli a meno di 2.000 chilometri dal suolo terrestre).

VEDI ANCHE: Starlink, che fare? Il sistema che divide l'opinione

L'alternativa a Starlink è Iris2, ma solo nel 2030

La principale alternativa a Starlink sarebbe IRIS2, un progetto a cui la Commissione Europea lavora da quasi dieci anni e che però procede un po’ a rilento: i satelliti europei non andranno in orbita prima del 2030, e saranno circa 290. Starlink, invece, ne ha al momento quadi 7.000 in orbita e nei prossimi anni potrebbe superare di molto questo numero.

Il vantaggio della proposta di mister Tesla è dunque appetibile, ma a generare malumori sono le tante incognite legate alla sicurezza nazionale e all’opportunità di affidare sistemi così delicati a un imprenditore, se non altro, controverso come Musk, che sta per diventare a tutti gli effetti un esponente di un governo straniero. LEGGI ANCHE: Cyber sicurezza nel Lazio, inaugurato nuovo centro a Roma