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Stadio Lazio, nodo vincolo Flaminio

Stadio Lazio, nodo vincolo Flaminio

STADIO

Il progetto del nuovo stadio della Lazio nell’area del Flaminio entra nella fase più delicata dell’iter amministrativo. Dopo la presentazione ufficiale del dossier da parte della società biancoceleste, dal Campidoglio filtrano segnali di apertura e un clima definito “ottimo”, ma il primo vero banco di prova resta il vincolo architettonico che tutela l’impianto progettato da Pier Luigi e Antonio Nervi tra il 1957 e il 1958.

Tra circa dieci giorni dovrebbe insediarsi la Conferenza dei servizi preliminare, con la partecipazione di una ventina di enti tra Comune, Regione, Soprintendenza e uffici tecnici competenti in materia di mobilità, ambiente e beni culturali. In questa fase verranno esaminati completezza e congruità della documentazione presentata. Il nodo centrale sarà stabilire se e in quale misura sia possibile intervenire sull’impianto nel rispetto della tutela storico-artistica.

Solo superato questo scoglio si potrà affrontare il secondo livello di criticità, dall’impatto acustico sulle abitazioni del quadrante alla gestione dei flussi di traffico, fino al tema dei parcheggi e dei collegamenti con il trasporto pubblico. In caso di richieste di integrazioni, la Lazio dovrà modificare il progetto prima della Conferenza decisoria e del voto sull’interesse pubblico in giunta e in Assemblea capitolina. Se arriverà il via libera, potranno partire i lavori su un’opera destinata a incidere in modo significativo su un’area strategica della Capitale.