Stadio Flaminio, la Lazio fa sul serio e presenta il progetto: che ne pensano residenti e associazioni?
Ospite in collegamento: Massimo De Cristofaro, Cittadinanzattiva FlaminioL'a.s. Lazio fa sul serio e presenta in via ufficiale il progetto per la riqualificazione dello Stadio Flaminio. “Non è solo un progetto edilizio, ma una visione”: ha detto il presidente della società sportiva biancoceleste, Claudio Lotito. Con una capienza che passerebbe dagli attuali 21mila posti ai 50 mila, l'impianto simbolo delle Olimpiadi 1960 è dunque destinato a diventare la moderna casa della Lazio.
Un progetto, quello fortemente voluto da Lotito, che punta a intervenire su mobilità, traffico e qualità ambientale: è prevista una cintura verde attorno allo stadio, oltre 57mila metri quadrati di pavimentazioni capaci di ridurre l’impatto ambientale e soluzioni tecnologiche per l’abbattimento del rumore. L’idea è di arrivare pronti al 2032, anno degli Europei, candidando il nuovo Flaminio tra gli impianti idonei a ospitare grandi eventi internazionali.
Residenti e commercianti divisi: è una buona idea o no?
Ma come sempre accade di fronte a progetti di questo tipo, c'è una vera e propria spaccatura: da una parte i favorevoli e dall'altra i contrari. Nel primo caso i commercianti del quadrante, che vedono il progetto come una rinascita per il quartiere (e dunque più lavoro); nel secondo i residenti, preoccupati per l'impatto su mobilità, traffico e inquinamento.
"Era essenziale, prima di presentare questo progetto, interpellare cittadini e residenti - ha detto Massimo De Cristofaro - soprattutto perché le ripercussioni maggiori ricadranno proprio su chi vive in questo quadrante. Ci sarà più traffico, ci sarà più confusione e più inquinamento. Non siamo contrari alla riqualificazione della struttura, anzi deve esserci un progetto. Magari un progetto diverso".