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Spin time verso l'assemblea. Il sogno di un orizzonte comune

Spin time verso l'assemblea. Il sogno di un orizzonte comune

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Ci sono spazi che cambiano la vita. Spin Time rientra tra questi. Con i microfoni e le telecamere di Radio Roma, siamo entrati all’interno di questo enorme palazzo, che è molto più di quattro mura di cemento. Oltre quel cancello rosso dove risalta uno striscione con una scritta che potrebbe essere un monito per tutti da seguire (“Un nuovo mondo è già possibile e necessario”), c’è un mondo: una portineria autogestita, un coworking, un doposcuola, un’osteria, un auditorium, una falegnameria, la redazione del giornale under 30 Scomodo, un museo verticale di murales, libri, spazi di condivisione. La lista continua, ma il punto è che lì vi è anche una casa. Sette piani di un’idea di una società dove solidarietà, attenzione verso il prossimo e cultura non siano solo concetti, ma prendano forma e carne.

Spin Time a rischio sgombero

Dopo Torino e Milano, anche Roma, però, teme un nuovo sgombero. Si tratta proprio dello Spin Time, l’edificio di sette piani, all’angolo tra via Statilia e via di Santa Croce in Gerusalemme a Roma, ex sede dell’Istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica (Inpdap), che da 12 anni ormai, dal 2013, è occupata e oggi abitata da più di 400 persone di ben 25 nazionalità diverse.

Quando al presidente di Spin Time labs, Paolo Perrini, abbiamo chiesto cosa fosse per lui questo posto, lui ha usato queste parole: “è un sogno, soprattutto è la possibilità di continuare a sognare quello che io chiamo l’orizzonte comune”. Ci dobbiamo dare un orizzonte comune. “È necessario soprattutto ora. Le tre categorie più sotto attacco, quindi i giovani, i migranti e i poveri, e metterle tutte insieme in un contenitore come questo, è incredibile, in più utilizzando del patrimonio pubblico abbandonato. Noi non siamo degli occupanti e degli abusivi, noi siamo difensori della legalità costituzionale in base all'articolo 42 che prevede che posti vuoti utilizzati a fini sociali debbano essere in qualche modo incrementale e non sgomberanti”.

La minaccia dello sgombero: tra petizione e assemblea

Quella dello sgombero è un convinzione nata a seguito del fatto che molti degli edifici presenti nelle liste del ministero dell’Interno sono stati sgomberati. Da anni la linea di Piantedosi è molto rigida nei confronti degli edifici occupati e in quella lista gli stessi sono inseriti in ordine di anzianità di occupazione, indennità e pericolosità. Dal momento in cui è diventato ministro, Piantedosi ha proceduto a sgomberarne molti procedendo seguendo l’ordine. Molto discussi furono quelli del Leoncavallo a Milano e di Askatasuna a Torino, ora la paura è per Roma.

Per la Capitale, i centri sociali sono una vera e propria risorsa. “Sono una presenza importante, storica molto numerosa – dice Alessandro Luparelli, consigliere di Roma Capitale -. Roma capitale si è data delle regole, delle regole importanti per l'uso sociale del proprio patrimonio per riconoscere questi percorsi autogestiti, ma anche semplicemente associazioni e realtà territoriali che attraverso l'utilizzo di questo straordinario patrimonio, possono dare delle risposte in termini di miglioramento della qualità della vita di tutta la città, di tutti i suoi abitanti”.

Spin Time rappresenta, in questo, una vera e propria eccellenza. “Entra in particolare nel merito di quello che dovrebbe essere una rigenerazione urbana all'interno del Centro storico di Roma che è complicato e molto delicato, in cui abbiamo visto negli anni uno spopolamento da parte dei residenti e qua invece c'è un pezzo di residenza, di cittadinanza anche con redditi bassi. Questo rappresenterebbe un argine a quello che è lo spopolamento del Centro storico, in cui i livelli della qualità della vita sono aumentati. È stato utile per emancipare una serie di persone che venivano dalla difficoltà, dall'emergenza abitativa e in più è diventato un luogo di aggregazione e di partecipazione territoriale, oltre che cittadina, importante. Qui, con il Polo Civico Esquilino si progetta il futuro del territorio e, quindi, si immaginano spazi, si immaginano linee di sviluppo locale ed è un'azione partecipativa che interagisce non solo con le istituzioni, ma con le tantissime realtà territoriali. Spin Time aiuta e favorisce la creazione di storie, di belle storie all'interno della città. Come tale, per noi è una risorsa e significa anche rigenerare un patrimonio pubblico non solo in funzione del lusso, del profitto, del turismo, ma significa rigenerare la città a partire da quelli che sono i bisogni reali della città”.

In difesa di Spin Time c’è una petizione firmata da tantissimi cittadini, associazioni e personaggi pubblici appartenenti al mondo dello spettacolo e della cultura. “Chiediamo al Ministero dell’Interno e alle Autorità responsabili di fermarsi, di non cancellare una realtà vitale per centinaia di persone e per l’intera città – si legge nel testo -. Spin Time non è un centro sociale occupato, non è un luogo di propaganda politica, non produce illegalità, non è mai stato coinvolto in disordini sociali da quando è nato nel 2013. Spin Time è molto più di un edificio, è un’idea di umanità, di convivenza e di cittadinanza attiva, come concepito nell’art. 4 della nostra Costituzione”. “Lo sgombero – continua il testo della petizione - significherebbe disperdere una comunità, spezzare legami umani costruiti nel tempo, interrompere percorsi di studio, di lavoro, di vita, peggiorare le condizioni dei 400 residenti ed infine alimentare nuova marginalità in diversi quartieri della città”. Per questo, le richieste sono precise:Chiediamo che lo sgombero venga fermato e che si apra un percorso reale di riconoscimento e di tutela dell’esperienza di Spin Time. Luoghi come questo non devono essere cancellati, ma sostenuti, fatti crescere e accompagnati per migliorare il futuro possibile di tutte le nostre città”.

Tra le firme, si legge quella di Marco Bellocchio, Mia Benedetto, Sonia Bergamasco, Luca Bigazzi, Barbora Bobulova, Marco Bonini, Marianna Cappi, Lorenzo Carvalho D’Amico, Valerio Carocci, Michela Cescon, Marco Colombo, Francesca Comencini, Carolina Crescentini, Carlo Cresto-Dina, Alessandra Cutolo, Peppe D’Argenzio, Antonietta De Lillo, Leonardo Di Costanzo, Ippolita Di Maio, Niccolò Fabi, Pierfrancesco Favino, Margherita Ferri, Anna Foglietta, Matteo Garrone, Alessandro Gassman, Fabrizio Gifuni, Federico Gironi, Nicola Giuliano, Valeria Golino, Nicola Guaglianone, Sabina Guzzanti, Maria Iovine, Nicola Lagioia, Alessio Lazzareschi, Edoardo Leo, Valentina Lodovini, Mannarino, Pietro Marcello, Mario Martone, Manuela Melissano, Nanni Moretti, Francesco Motta, Anna Negri, Susanna Nicchiarelli, Bruno Oliviero, Valeria Parrella, Lorenzo Pavolini, Vittoria Puccini, Christian Raimo, Giulio Rizzo, Viola Rispoli, Vanessa Roghi, Barbara Ronchi, Stefano Rulli, Fabrizia Sacchi, Giuliano Sangiorgi, Valia Santella, Vanessa Scalera, Francesco Scianna, Pietro Sermonti, Silvio Soldini, Elena Stancanelli, Massimo Torre, Tosca, Mario Tozzi, Thomas Trabacchi, Margherita Vicario, Monica Zappelli. Tra le associazioni: Associazione 100 Autori, Fondazione Piccolo America, AGICI (Associazione Generale Industrie Cine-Audiovisive Indipendenti).

Appuntamento per sabato 10 gennaio a Spin Time

Per parlare dello sgombero, l’appuntamento ora è per sabato 10 gennaio, giorno in cui ci sarà un’assemblea pubblica per discutere e confrontarsi, in maniera sana e costruttiva. Nel 2026 il governo continua la guerra contro gli spazi liberi e contro i poveri – dicono da Spin Time -. Per questo continua la resistenza. Ma cos’è la resistenza e cosa rappresenta questa assemblea?

Dietro questo palazzo c’è un’idea di città, di umanità, che è proprio quella che vogliono attaccare. Qui c'è una guerra agli stili di vita, alla capacità insieme di provare a riprogettare, a ripensare ciò che lo stato e il capitalismo spreca e che spesso diventa un peso per i quartieri. Qui invece diventa un'opportunità”. Lo ha detto Luca Blasi, assessore alle Politiche Culturali e Diritto all'Abitare del Municipio III, che sostiene Spin Time.

L’assemblea di sabato 10 gennaio “vuole rappresentare tutto quel mondo che resiste, ma che oltre a resistere lo fa costruendo. La resistenza non è solamente in qualche modo un atto di disobbedienza alle leggi ingiuste, ma è anche un programma politico, umano e sociale che in Spin Time trova una casa”. questo luogo, infatti, è molto più di quello che si vede da fuori. “Rappresenta la speranza che il centro di questa città non sia un luogo morto, come spesso invece è. Questo è un municipio dove la gente scappa e se ne va perché i costi sono ormai proibitivi per abitarci – continua Blasi -. Spin Time rappresenta la speranza di un centro a Roma che sia ancora un cuore pulsante di cultura, di conoscenza, di incontro e anche di ospitalità perché non ci scordiamo che qui, mentre si fa cultura e si costruiscono riviste, settimanali, mensili, spazi di aggregazione e di scambio, hanno trovato anche casa centinaia di persone che erano escluse dalla possibilità di aver riconosciuto un diritto alla casa”.

La Chiesa accompagna Spin Time

La Chiesa non può e non si esenta dall’essere accanto a Spin Time. Il tutto ha inizio con sorella laica, Adriana Domenici, consacrata della parrocchia di Santa Croce in Gerusalemme. La storia ce la racconta Don Mattia Ferrari, cappellano di Mediterranea e coordinatore di EMMP. “Lei entrò in questa comunità per fare quello che la Chiesa fa verso tutte le comunità, in modo speciale verso le comunità dove ci sono gli esclusi, gli scartati della società o dove ci sono appunto persone di buona volontà che lottano per la giustizia e che costruiscono solidarietà. Quindi, tramite lei, entrarono in questa comunità in tantissimi: preti, vescovi, suore, laici, associazioni cattoliche. L’accompagnamento della Chiesa, rispetto alla comunità di Spin Time è un accompagnamento quotidiano. Questa è una comunità di solidarietà, di lotta, di speranza, di amore. Non si tratta semplicemente di persone, ma significa persone che sono escluse dalla società e che alle spalle spesso hanno storie drammatiche. È uno spazio che è proteso all’esterno. Qui, ad esempio, tra le tante, è base per Refugees in Libya: qui sono venuto gli attivisti di Refugees in Libya, le persone migranti che sono arrivate dalla Libia e che tuttora continuano a lottare contro il sistema di lager libici e che continuano a costruire solidarietà verso chi si trova lì”.

Il viaggio a Cutro

Uno dei primi viaggi che Paolo e Don Mattia hanno fatto assieme è ricordato proprio all’entrata di questo palazzo, in un quadro dove ci sono due pezzi di una barca, raccolti sulla spiaggia, che racconta uno spaccato molto triste della storia italiana.
“DALLA SPIAGGIA DI CUTRO
PER NON DIMENTICARE, MAI” c’è scritto come didascalia, con l’aggiunta di un avvertimento a chi entra: “PER UN MONDO SENZA CONFINI con ORIZZONTI COMUNI”.

È stato uno dei primi viaggi che abbiamo fatto insieme. Siamo andati insieme a fare la manifestazione e abbiamo trovato sulla spiaggia dei pezzi di questa barca, che era distrutta, e ne abbiamo raccolti e messi come monito all'entrata proprio perché siamo di monito al fatto che dobbiamo stare insieme per poter avere degli orizzonti comuni. Avere qua, per esempio, anche il supporto di un’organizzazione come Mediterranea, significa che veramente possiamo costruire non solo degli equipaggi di mare, ma anche degli equipaggi di terra”.

La verità è che Spin Time è un piccolo mondo nel mondo. “La vita che c'è dentro Spin Time, che è il motivo per cui la Chiesa l’accompagna, è appunto una vita che concretamente raccoglie in sé le sofferenze, le ingiustizie, le violenze e al tempo stesso anche le speranze e le gioie che ci sono nel mondo” ribadisce Don Mattia.

I giovani sono il futuro, da sempre e per sempre

Chi dice che i giovani non vogliono più stare insieme o che sono isole o che non sentono la necessità di aggregarsi? La risposta, in realtà, è che spesso mancano spazi per farlo. Spin Time rappresenta una tra le soluzioni a questo problema e lo conferma Chiara Compagno, Responsabile Comunità Scomodo Roma, che dice ai microfoni di Radio Roma che “qui ci si possono scambiare delle idee, passare del tempo insieme, un tempo di qualità, ed è una casa per molti. Questo posto è fondamentale perché è un luogo in cui vedo passare tante vite, tanti giovani e tante complessità tutte insieme che, riunite, creano un organismo bellissimo”.

E l’appello, lei lo rivolge a “tutte le persone che non sono mai state qui. Le inviterei a venire, prima di tutto, e a respirare l'aria che si respira qui. Un posto come Spin Time e come Scomodo dovrebbero esserci dal mio punto di vista in ogni quartiere di Roma e dell'Italia in generale. Abbiamo tantissimi ragazzi che vengono da fuori Roma per stare qui semplicemente il pomeriggio. Questo porta con sé un'istanza sul fatto che non ci siano spazi gratuiti e accessibili per tutti e tutti in cui stare insieme”.