Lo Spin Time, grande edificio all’Esquilino definito in trasmissione come ex Indap occupato, è finito al centro della cronaca per un incendio che ha costretto allo sfollamento circa 400 persone, tra cui 100 minori. Nelle ore più calde dell’anno, la macchina dei soccorsi è stata coordinata dal Prefetto, mentre il dibattito politico si è acceso su agibilità, sicurezza e prospettive dello stabile.
Dal Campidoglio, l’assessore-capogruppo Yuri Trombetti ha ribadito l’intenzione di acquistare l’immobile per convertirlo in case popolari con un bando speciale riservato agli aventi diritto ERP; chi non rientra nei requisiti, precisano, resterà escluso. La proprietà (un fondo orientato alla vendita) sarebbe disponibile al dialogo, aprendo a un tavolo per una soluzione strutturale. Dall’opposizione, invece, arrivano richieste di sgombero, denunce su attività interne irregolari e allarmi su presunte pressioni per l’agibilità, con critiche rilanciate da esponenti come Rampelli e Mollicone.
Ad oggi lo stabile risulta sequestrato: l’eventuale rientro passa per i controlli dei Vigili del Fuoco e della Commissione Stabili Pericolanti. Nel frattempo, le famiglie vengono accolte in scuole e strutture temporanee. Il Comune sostiene una linea “dura” contro nuove occupazioni, ma punta alla “sanatoria” dei casi storici con valore sociale, trasformando lo stabile in alloggi ERP nel cuore della città. Resta decisivo l’esito delle verifiche tecniche sull’agibilità e l’eventuale accordo con la proprietà, mentre Roma fa i conti con la cronica emergenza abitativa e con la necessità di coniugare legalità, sicurezza e coesione sociale.