Sono le tre del mattino nel cuore di Trastevere, in Vicolo del Cinque, quando un cameriere senegalese di 26 anni, appena finito il turno, richiama un uomo sorpreso a urinare contro un muro. Un invito al rispetto che, tra i sampietrini della movida, diventa l’innesco di una violenza assurda.
Nei secondi successivi, volano insulti e scoppia una colluttazione. Il presunto aggressore, un 33enne romano, estrae una pistola: il primo colpo parte in aria, il colpo ad altezza uomo centra invece l’avambraccio della vittima, che si protegge d’istinto salvandosi la vita.
L'inseguimento per Trastevere
Mentre l’uomo fugge nei vicoli, i presenti chiamano i soccorsi: il giovane viene trasportato all’ospedale San Camillo in codice giallo, con una ferita profonda ma non in pericolo di vita. Grazie alle testimonianze, i Carabinieri della Compagnia San Pietro e del Nucleo Radiomobile individuano e arrestano il sospetto a poche centinaia di metri, nei pressi di Piazza Sonnino.
Il caso riaccende il dibattito su sicurezza e decoro nei quartieri storici, dove la movida spesso degenera. Restano interrogativi sul possibile movente di razzismo. A portare la voce della comunità senegalese è Malik Fall, presidente dell’associazione In Senegal con noi, che chiede controlli mirati, sanzioni efficaci contro il degrado e tutela per lavoratori notturni e residenti.