Quando i social rendono violenti e paranoici: dagli "youtuber giustizieri" al tentato linciaggio ad Ostia
Ospite in collegamento: Gianluca Lo Stimolo, esperto di personal branding e CEO di Stand OutI social oggi tra rischi e potenzialità: le piattaforme ormai privilegiate per diffondere (letteralmente) qualsiasi cosa, spesso diventano vettori di violenza e paranoie. Dalla Capitale arrivano due casi che interrogano istituzioni e cittadini: sei youtuber sono stati denunciati per aver provocato risse sulle metro di Roma con l'obiettivo di ottenere maggiori visualizzazioni sui social network; a Ostia un 20enne ha rischiato il linciaggio per un passaparola completamente infondato (anche qui diffuso sui social). Solo l’intervento delle forze dell’ordine ha evitato il peggio, confermando quanto la disinformazione e le fake news possano innescare reazioni pericolose nel mondo reale.
"La ricerca di attenzione a ogni costo sta trasformando i content creator in giustizieri da palcoscenico, con conseguenze reali sulla sicurezza pubblica e sull’ordine sociale - avverte Gianluca Lo Stimolo - è come se l'esigenza di farsi vedere a tutti i costi abbia superato il comune buon senso".
L'ossessione per l'attenzione e la notorietà
"L’ossessione per l’attenzione immediata offusca la costruzione della reputazione e spinge verso contenuti estremi - spiega ancora Lo Stimolo -. In questo contesto chi vuole costruire la propria identità in maniera seria e onesta fa molta più fatica. Dobbiamo anche considerare che tutto quello che vediamo sui social è governato dall'algoritmo e spesso molte notizie e molti contenuti non sono reali".
Il parallelo con gli anni d'oro della TV è inevitabile: negli anni '90 chi compariva nel piccolo schermo era una persona "famosa" e quasi sempre con accezioni positive. Possiamo dire lo stesso oggi con i social? Ai protagonisti sembra non importi più di tanto: l'importante è esserci, costi quel che costi.


