Smartphone vietati in classe, gli studenti rilanciano: "Non servono divieti, ma educazione tecnologica"
Ospite in collegamento: Chiara Pomella, "Rete studenti medi" di RomaDal 1 settembre 2025 è entrato ufficialmente in vigore il divieto di utilizzare il telefono cellullare in classe. L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre le distrazioni ed incrementare la concentrazione durante le lezioni, arginando l’uso improprio dei dispositivi digitali. Il divieto è esteso a tutto l'orario scolastico, ma sono previste eccezioni per necessità documentate legate a salute, disturbi specifici dell'apprendimento o nei casi previsti dai Piani Educativi Individualizzati o Personalizzati.
Secondo la circolare del Ministero dell’Istruzione, firmata da Giuseppe Valditara, gli studenti gli studenti dovranno consegnare gli smartphone all’ingresso o mantenerli spenti e non accessibili fino al termine delle attività didattiche.
La mobilitazione degli studenti: "Serve educazione tecnologica, non divieti"
Non si è fatta attendere la reazione degli studenti di Roma e del Lazio: lo scorso 8 novembre il sindacato studentesco Rete Studenti Medi era sotto il Ministero dell’Istruzione per protestare contro il divieto: "Non c'è una reale educazione ai dispositivi digitali, ma semplicemente un divieto" tuona il collettivo.
La misura, secondo i giovani, non risponderebbe alle reali esigenze del mondo della scuola: "Vogliamo che si ripensi alla didattica, vogliamo un'educazione digitale e tecnologica in grado di fornirci gli strumenti per costruire il nostro futuro. Vogliamo una scuola che ci ascolti e non che ci punisca".
Il sindacato ha già rilanciato una manifestazione per venerdì 14 novembre.


