Un drammatico racconto di dolore, denuncia e battaglia civile ha caratterizzato l'intervento di Ignazio Riggi, esponente di Forza del Popolo, nella trasmissione "A Viso Scoperto" condotta da Matteo Demicheli. Riggi ha ripercorso la tragica vicenda della prima figlia Ilaria, deceduta a soli sette mesi nel gennaio del 1999 presso l’Ospedale dei Bambini Di Cristina di Palermo, a seguito di un'encefalite verificatasi due giorni dopo la somministrazione del terzo richiamo vaccinale.
Il calvario di Ilaria, deceduta dopo 13 giorni di coma
"È stata in coma 13 giorni prima di spegnersi", ha ricordato il padre, sottolineando di non essere mai stato informato dai sanitari sui possibili rischi ed effetti avversi. Nel caso di Ilaria, come spiegato durante la puntata, il nesso di causalità tra la vaccinazione e il decesso è stato successivamente riconosciuto sul piano medico-legale e risarcito ai sensi della legge sugli indennizzi.
I dati Istat falsati
Nella successiva puntata Riggi ha specificato: “Quando Ilaria è morta mi hanno fatto firmare un foglio per le statistiche dell’Istat dove c’era scritto che Ilaria era morta per encefalite da NDD (natura da diagnosticare ndr). Dopo che è stato accertato il nesso causale, ho chiesto al procuratore se il dato Istat sulla causa della morte di mia figlia sarebbe stato automaticamente corretto, in modo che risultasse che era morta per il vaccino. Mi rispose che avrei dovuto fare una causa all’Istat per far correggere il dato”. La domanda sorge spontanea: quanti morti per il vaccino compaiono nelle statistiche Istat come morti per altre cause? Può essere affidabile una tale statistica?
Il parallelo con il "caso difterite"
La testimonianza è stata anche l'occasione per contestare la disparità con cui i media nazionali trattano i casi di presunti danni da vaccino rispetto ai recenti fatti di cronaca che vedono coinvolta una bambina non vaccinata, colpita dalla difterite e deceduta per cause ancora da accertare. Mentre nel primo caso è calato per anni un "silenzio tombale", oggi — accusano i conduttori e l'ospite — si assiste a una speculazione mediatica ai danni dei genitori, senza attendere l'esito dei riscontri autoptici. Una denuncia diretta contro la mancanza di trasparenza e l'assenza di consenso informato nel sistema sanitario.
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