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Sigmund Freud: un viaggio nell’inconscio (VIDEO)

Sigmund Freud: un viaggio nell’inconscio (VIDEO)

Sigmund Freud

Il personaggio del giorno: Sigmund Freud

Neurologo, psicoanalista e filosofo, Sigismund Schlomo Freud, noto semplicemente come Sigmund Freud, nacque a Freiberg, allora in Austria oggi in Repubblica Ceca, il 6 maggio del 1856. Tra gli intellettuali più influenti del ventesimo secolo, è considerato il padre della psicoanalisi, antica corrente della psicologia dinamica.

Figlio di Amalia Nathanson e Jacob Freud, ebreo e commerciante di lana, aveva anche diversi fratelli, nati dai precedenti matrimoni dei genitori. Sigismund, nome che lui stesso decise di abbreviare in Sigmund all’età di ventuno anni, non ricevette dal padre una educazione tradizionalista, ma nonostante ciò, giovanissimo si appassionò alla cultura e alle scritture ebraiche e poi allo studio della Bibbia. In futuro, anche se ostacolato dalle correnti antisemite vigenti nella Vienna dell’epoca, diventerà ateo, avverso a tutte le religioni.

Formazione e ricerca intellettuale

La sua formazione iniziò dapprima con i genitori, dai quali ricevette i primi rudimenti, poi fu iscritto ad una scuola privata, dimostrando grandissime doti intellettuali e una passione immensa per lo studio, tanto da ricevere una menzione d’onore. Frequentò la facoltà di Medicina presso l’Università di Vienna, dove sviluppò una notevole avversità nei confronti degli insegnanti, ritenendoli ‘non all’altezza’. Discriminato, fra l’altro, in quanto ebreo, acquisì anche un importante spirito critico che lo portò a ritardare il conseguimento del diploma di laurea.

Passò dal campo della zoologia a quello della fisiologia, nel quale condusse ricerche neuro-istologiche sugli animali. Fu il bramoso desiderio di essere indipendente economicamente a spingerlo poi verso la pratica clinica. Lavorando al fianco di personalità importanti, presso l’Ospedale Generale di Vienna, ebbe l’opportunità di studiare la cocaina, allora sostanza sconosciuta, assunta dai nativi americani come analgesico. La sperimentò anche su se stesso, osservandone gli effetti stimolanti e privi, secondo lui, di sostanziosi effetti collaterali. Venne utilizzata per curare anche un suo caro amico, come valida alternativa alla morfina.

Dall’isteria alla psicoanalisi

Poco tempo dopo, riuscì ad ottenere anche la libera docenza e ciò gli concesse facilitazioni nell’esercizio della professione medica. Interessatosi al fenomeno dell’Isteria, si recò a Parigi per seguire Charcot, il quale gli insegnò a curare l’isteria tramite l’ipnosi. Venne fortemente criticato, dopo aver applicato tale metodologia, al suo rientro a Vienna, ed aver ottenuto risultati deludenti.

Generalmente, la nascita della psicoanalisi, viene fatta risalire alla prima interpretazione di un sogno scritta da Freud, avvenuto nella notte tra il 23 e il 24 luglio del 1895. Con il termine psicoanalisi, Freud andava ad indicare “un procedimento finalizzato all’indagine di processi mentali altrimenti inaccessibili; un metodo terapeutico che trae origine dall’indagine psicoanalitica avente per fine la cura delle nevrosi; un insieme di concezioni psicologiche (teoria della psiche)”.

Ad oggi, viene considerato si il padre della psicoanalisi, ma nel tempo lui stesso riconobbe il merito a Joseph Breuer, il quale ne costituì il punto di partenza assoluto. Tra le teorie più note di Freud, c’è quella dell’Io, Es e Super-Io, con la quale ha cercato di spiegare l’apparato psichico, e poi quella del Complesso di Edipo.

Morì a Londra il 23 settembre del 1939, all’età di ottanta tre anni, lasciando un patrimonio intellettuale immenso a cui molti professionisti del campo, si ispirano ancora.

Curiosità

  • Sigmund Freud era particolarmente superstizioso: ossessionato dal numero ‘62’, non dormiva mai in una stanza d’albergo che avesse questo numero, ed era anche convinto di morire all’età di sessantadue anni.
  • Soffriva di ansia per i viaggi in treno: questa ’paura’ venne man mano ridotta dopo un episodio in cui fu costretto a prenderlo per viaggiare;
  • Si dice che avesse tre completi e che indossasse sempre quelli: non riteneva necessario acquistare altri vestiti.