"Stabilimento chiuso, può entrare solo chi deve svuotare le cabine". Sigilli questa mattina al Capanno di Ostia, il sesto lido chiuso sul litorale romano da inizio stagione. Un sequestro preventivo per violazioni urbanistiche e demaniali, effettuato nella struttura di piazzale Magellano dalla Guardia di Finanza su delega della Procura con l’ausilio della Polizia locale.
Sigilli al Capanno di Ostia: lo stabilimento sequestrato per abusi
Sarebbero state trovate difformità in una struttura e per alcune cabine sulla spiaggia. Ma soprattutto un edificio, usato come palestra e anche come campo estivo sarebbe completamente abusivo. La struttura si trova nella parte sud della spiaggia e confina con un altro stabilimento. Problemi però anche per le cabine, sia per numero che per posizionamento. Inoltre sarebbe difforme "dalle carte" il capanno centrale che dà il nome allo stabilimento.
Si tratta del sesto stabilimento sottoposto a sequestro a stagione iniziata: quattro fanno parte del 'filone' concessioni scadute e due, Capanno e Venezia, su disposizione della Procura per presunti abusi.
Gli abbonati: "Situazione imbarazzante, a farne le spese la povera gente"
Una notizia che per i bagnanti è stata una vera doccia fredda. È andato avanti per tutta la mattina il via vai di clienti tra chi sperava di trascorrere qualche ora in spiaggia - fermati davanti ai cancelli chiusi - e gli abbonati a cui è stato concesso di entrare per recuperare gli oggetti personali e liberare le cabine. Tra questi una coppia che questa mattina andando come di consueto in spiaggia si sono trovati davanti la 'novità' e quindi sono stati costretti a liberare la cabina.
"Ci troviamo in una situazione veramente imbarazzante - spiega Ferdinando disabile al 100% - non posso andare in uno stabilimento e non so a chi dare la colpa". Fernando si chiede inoltre come si possa chiudere uno stabilimento a stagione già iniziata quando "a farne le spese è la povera gente".
Muzzarelli (Federbalneari Roma): "Azione fuori tempo. Siamo in piena stagione"
La decisione sconcerta non solo i clienti del lido ma anche i balneari. Per Massimo Muzzarelli presidente di Federbalneari Roma è "un'azione fuori tempo. Siamo in piena stagione e si perseguono reati che probabilmente da lungo tempo erano erano all'attenzione di chi sta investigando. È un po' anacronistico, ma non perché ci sia una difesa della categoria, ma degli interessi generali. Aldilà di tanti posti di lavoro che stanno andando in fumo è un problema anche all'utenza".
"A inizio stagione 2024 - ricorda Muzzarelli - due sentenze del Consiglio di Stato, se non ricordo male per Ischia, a fronte di contestato abuso edilizio di due impianti balneari, sentenziano che comunque il reato sussiste, ma non si procede al sequestro perché è preminente l'interesse erariale e l'interesse della sicurezza della pubblica utenza nella funzione del bene demaniale. Quindi non capisco come sia possibile che ad Ostia si proceda con sequestri di impianti balneari in funzione a giugno".