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Sicurezza nelle periferie, più agenti di Polizia in campo: basteranno a rispondere all'emergenza? - VIDEO

Sicurezza nelle periferie, più agenti di Polizia in campo: basteranno a rispondere all'emergenza? - VIDEO

SICUREZZA (1)

Sicurezza nelle periferie, più agenti di Polizia in campo: basteranno a rispondere all'emergenza?

Ospite in collegamento: Ubaldo Colarusso, Segretario Provinciale SAP Roma

"Roma è profondamente cambiata e le periferie sono diventate veri e propri centri indipendenti": a dirlo è il questore di Roma, Roberto Massucci, che ha annunciato la nuova linea della Polizia di Stato per garantire più sicurezza a Roma. La ricetta prevede ulteriori agenti in campo (oltre ai 139 già arrivati nel 2025), dirigenti specializzati e un nuovo presidio a Ponte di Nona.

I numeri nei distretti e il nuovo presidio a Ponte di Nona

Dal gennaio 2025 a oggi sono arrivati 139 poliziotti tra agenti, assistenti e ispettori, destinati alle sette strutture più periferiche tra distretti e commissariati. Il commissariato Romanina è stato rinforzato con 3 unità, il distretto San Paolo con 17, San Basilio con 18 e Primavalle con 15. Al Prenestino sono arrivati 25 poliziotti e al distretto Fidene Serpentara 28. La quota maggiore, 33 unità, ha raggiunto il distretto Casilino. Proprio sul Casilino, Massucci ha sottolineato: "Il territorio del Casilino ha un coefficiente di superficie che è sovrapponibile a città come Napoli e questo distretto è l'unico presidio di polizia".

La pianificazione prevede l’istituzione di un ulteriore presidio nella zona est della città. Ha spiegato il questore: "Stiamo ragionando su un ulteriore presidio da istituire nella zona di Ponte di Nona. Abbiamo già fatto dei sopralluoghi per individuare delle strutture. Speriamo di poterlo fare il prima possibile".

Il metodo "sartoria sociale"

Alle nuove squadre è stata affiancata una guida rinnovata. L’impostazione è stata definita una operazione di "sartoria sociale", con la questura che funge da "filo" per "mettere insieme in maniera armonica tutte le realtà territoriali garantendo la sicurezza".

I nuovi responsabili, ha ricordato Massucci, "dovranno lavorare in una logica di staff, in un unicum operativo e strategico in cui ciascun ufficio sia allo stesso tempo leader e gregario dell'altro" Il questore ha inoltre rimarcato sulla collaborazione: "Solo con un progetto condiviso si può arricchire l'opera di controllo nei territori".