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Si è concluso il G7 di Anagni e Fiuggi, tra Medio Oriente e Ucraina

Si è concluso il G7 di Anagni e Fiuggi, tra Medio Oriente e Ucraina

||Andrii Sybiha al G7|Andrii Sybiha al G7|Blinken e Tajani al G7|Tajani in conferenza al G7

Con la conferenza stampa svoltasi nel pomeriggio di oggi e tenutasi nel Teatro di Fiuggi, si è conclusa la seconda giornata del G7 degli Esteri di Anagni e Fiuggi.

Se ieri gli incontri del Group of Seven si sono concentrati sulla ricerca della pace in Medio Oriente, oggi il focus è stato sull'Ucraina in mattinata e sull'Africa e sulla stabilità nell'Indopacifico nel pomeriggio.

Blinken e Tajani al G7
Blinken e Tajani al G7

L'alto rappresentante dell'UE, Josep Borrell, è stato il primo a parlare alla stampa già dalla mattina, facendo il punto della situazione sulla prima giornata e ribadendo la volontà da parte dell'UE di rispettare le decisioni della Corte Penale Internazionale nei confronti di Netanyahu e Gallant, nonostante alcune spaccature interne all'Unione su questo tema.

Un nodo cruciale, questo, visto che Inghilterra e Francia avrebbero chiesto di far slittare il mandato d'arresto alla fine del conflitto in Palestina, mentre Borrell chiede il rispetto immediato della decisione della Corte.

Josep Borrell in apertura della seconda giornata del G7
Josep Borrell in apertura della seconda giornata del G7

Non solo. Borrell ha espressamente affermato di voler arrivare ad un cessate il fuoco in Libano, nonostante le reticenze del governo Israeliano e di voler fermare i blocchi di aiuti umanitari a Gaza.

La conferenza stampa di Antonio Tajani in chiusura del G7

Tajani in conferenza al G7
Tajani in conferenza al G7

Nella conferenza stampa su tale tema così è intervenuto Antonio Tajani: "Siamo sulla strada giusta per avviare una de-escalation in tutta l'area mediorientale. Dopo il cessate il fuoco in Libano, per cui siamo vicini all'accordo, speriamo di raggiungerlo anche a Gaza". Sull'Iran poi: "Abbiamo ribadito che per evitare qualsiasi escalation l'Iran non dovrà avere armamenti nucleari".

Non è mancato nel suo intervento anche il sostegno all'Unifil: "Noi come Italia, insieme al G7, ribadiamo il pieno sostegno alla missione Unifil. L'Italia continuerà ad essere presente in quell'area anche dopo il raggiungimento del cessate il fuoco".

Sul mandato di arresto deciso dalla Corte Penale Internazionale nei confronti di Netanyahu e Gallant, ha quindi aggiunto: "Bisogna capire quali sono gli obblighi, bisogna leggere la sentenza e capire come fare. Arrestare un capo di Stato e di governo è complicato, la teoria è diversa dalla pratica".

Sull'apertura del G7 ad altri Paesi di interesse strategico, sia dell'area mediorientale sia dell'Indopacifico, ha dichiarato: "Ancora una volta abbiamo dimostrato che il G7 non vuole chiudersi, ma aprirsi. E questa è stata una caratteristica della presidenza italiana. Coinvolgere i Paesi arabi significa voler costruire qualcosa di serio, l'Italia ha voluto fortemente questa apertura per fare dei passi in avanti. Lo stesso è stato per l'Indopacifico".

Sull'Ucraina, inoltre: "Noi abbiamo ribadito il nostro sostegno all'Ucraina per permetterle di trattare con la Russia in una posizione di forza. Continueremo a fornire le armi all'Ucraina e lavoreremo per la ricostruzione a partire dalle infrastrutture della rete elettrica".

Non è mancato quindi il commento al documento approvato al culmine del G7: "Abbiamo approvato un documento molto articolato di 16 pagine, dove c'è la condanna della Corea del Nord, visto il sostegno militare alla Russia. Abbiamo chiesto alla Cina di intensificare gli sforzi per la pace e cooperazione internazionale e di fermare la Russia, e abbiamo chiesto anche di evitare blocchi di materiali critici. La posizione del G7 su Taiwan poi non cambia. Abbiamo affrontato anche il tema migrazione. Noi affrontiamo il nostro impegno nel combattere l'immigrazione clandestina e nel favorire l'inserimento dei migranti regolari per aiutare le nostre imprese e non solo. Ne abbiamo parlato anche con l'India".

Spazio anche al Venezuela: "Noi del G7 abbiamo ribadito il non riconoscimento di Maduro come presidente, ma di Rutia, che è stato democraticamente eletto dal popolo venezuelano".

Il punto sull'Ucraina al G7

Sybiha al G7
Andrii Sybiha al G7

Antonio Tajani dunque ha accolto Andrii Sybiha, il ministro degli Esteri ucraino, che insieme agli omologhi del G7 ha parlato di come raggiungere la pace in Ucraina, e soprattutto della ricostruzione di un Paese ad oggi distrutto da due anni di guerra. Quasi un ossimoro in realtà, viste le escalation degli ultimi giorni legate all'utilizzo di missili statunitensi a lunga gittata usati sul territorio russo dalle forze ucraine.

Un G7 che guarda anche ad Africa e Indopacifico

Nel pomeriggio il G7 si è allargato con i rappresentanti esteri di Paesi chiave nell'area dell'Indopacifico, ovvero Corea del Sud, India, Indonesia e Filippine per discutere delle tensioni tra le due Coree e tra Taiwan e Cina, ma anche di accordi multilaterali in ambito economico per favorire la prosperità.

Proprio di economia si è parlato anche per l'Africa, tutto su proposta italiana. Al centro del discorso vi è stato il Piano Mattei ,dalla valenza di miliardi di dollari e operativo sul suolo africano.

Con questa seconda giornata di incontri si è dunque concluso formalmente l'anno della presidenza italiana al G7, iniziato il 1° gennaio del 2024. Da Fiuggi ora si andrà direttamente ad Ottawa, dove inizierà l'anno della presidenza canadese. E in proposito oggi la ministra degli Esteri d'oltreoceano Melany Jolie ha ufficialmente presentato i punti chiave in agenda per il prossimo G7, curiosamente proprio nello stesso giorno in cui Trump ha minacciato dazi doganali a Messico, Cina e Canada.