Si è conclusa con ventuno fermi un’importante operazione della squadra mobile di Roma, condotta con Europol, Eurojust e le autorità romene, che ha smantellato una rete criminale responsabile della tratta e dello sfruttamento di giovani donne reclutate in Romania con promesse d’amore e prospettive di una nuova vita in Italia. Il metodo utilizzato era quello del “lover boy”: rapporti sentimentali costruiti ad arte per convincere le vittime a trasferirsi nella Capitale, dove venivano isolate dalle famiglie e costrette a prostituirsi in zone note come viale Palmiro Togliatti, Quarticciolo e via Salaria. L’organizzazione, formata da due nuclei familiari, controllava gli spostamenti con auto a noleggio e stabiliva turni, abbigliamento e tariffe. I proventi, stimati in oltre un milione e settecentomila euro, venivano trasferiti in Romania e reinvestiti in case, terreni e auto di lusso. Sequestrate anche armi da fuoco in dotazione ai membri della rete.