Niente schermi sotto i tre anni: al Senato arriva la proposta di legge di Terres des Hommes e SIP
Ospite in collegamento: Federica Giannotta, Responsabile Advocacy e programma Italia di "Terre Des Hommes"Niente smartphone, tablet e altri dispositivi digitali sotto i tre anni, più sostegno ai genitori fin dalla gravidanza e servizi per la prima infanzia senza schermi: è quanto prevede la proposta di legge presentata al Senato su iniziativa della senatrice Simona Malpezzi e promossa insieme alla Società Italiana di Pediatria e a Fondazione Terre des Hommes Italia ETS.
La proposta, intitolata “Disposizioni per la regolamentazione dell’esposizione ai dispositivi digitali nei bambini e nelle bambine da zero a tre anni a tutela del loro sviluppo neurocognitivo, fisico e relazionale e per la promozione di un graduale accesso al loro utilizzo durante la minore età”, definisce l’esposizione agli schermi sotto i tre anni come pratica estremamente dannosa.
Il testo prevede servizi per la prima infanzia senza schermi, percorsi informativi nei corsi preparto e nei punti nascita, un coinvolgimento strutturato di consultori e pediatri, oltre alla formazione di figure sanitarie, educative e sociali. È prevista anche una governance dedicata, per aggiornare gli interventi alla luce dell’evoluzione del fenomeno.
Le evidenze scientifiche
Alla base del provvedimento c’è una revisione della letteratura realizzata dalla Commissione Dipendenze Digitali della SIP, che ha analizzato 78 studi. Dai dati emerge che ogni 30 minuti in più di schermo al giorno possono raddoppiare il rischio di ritardo del linguaggio, con ricadute anche su attenzione, funzioni esecutive, regolazione emotiva, sonno e qualità della relazione adulto-bambino.
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“Nei primi anni di vita il cervello attraversa una fase di straordinario sviluppo e ha bisogno soprattutto di esperienze reali: relazione, contatto, movimento, gioco, ascolto e interazione con l’adulto – afferma Rino Agostiniani, Presidente della Società Italiana di Pediatria –. Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di evitare che venga introdotta troppo presto e che sottragga spazio a esperienze fondamentali per la crescita. I pediatri, attraverso i bilanci di salute e il rapporto continuativo con le famiglie, possono svolgere un ruolo decisivo: informare, intercettare precocemente le situazioni di rischio e offrire ai genitori indicazioni concrete, senza colpevolizzarli. Questa proposta trasforma le evidenze scientifiche in un intervento strutturato di prevenzione”.
Federica Giannotta (TDH): "Necessario incidere sulla tutela dei più piccoli"
“Da tempo sentivamo il bisogno di poter incidere in modo più efficace nella tutela dei bambini e bambini, che vediamo tutti i giorni, loro malgrado, esposti ai dispositivi digitali in così tenera età, per via di scelte educative spesso dovute alla mancanza di conoscenza dei danni che ne derivano - afferma Federica Giannotta, responsabile Advocacy e Progetti Italia di Fondazione Terre des Hommes Italia Ets.
"Siamo molto soddisfatti dell’impianto e del respiro complessivo di questa proposta che, pur focalizzando la sua attenzione sulla fascia 0-3, rivolge la sua attenzione a tutte le altre età. Tutto nel quadro di un rigore scientifico senza il quale non avremmo promosso questa proposta e con l’attenzione a costruire una necessaria struttura di governance, perché un domani la legge non resti lettera morta” conclude Giannotta.