Il Tribunale civile di Roma ha stabilito un risarcimento di oltre 1,3 milioni di euro per la famiglia di un uomo di 75 anni morto nel 2017 all’Aurelia Hospital dopo una procedura di sedazione avvenuta senza rispettare il digiuno preoperatorio previsto dalle linee guida. L’uomo era stato portato al pronto soccorso per una frattura al femore, ma durante la sedazione avrebbe vomitato il contenuto gastrico aspirandolo nelle vie respiratorie.
Un evento che, secondo i consulenti tecnici, ha dato origine a una grave polmonite ab ingestis da cui è derivato un lungo e drammatico decorso clinico fino alla morte per insufficienza multiorgano. Nella sentenza si evidenzia che la cartella clinica risultava incompleta, con dati mancanti sull’anamnesi e sulle procedure effettuate. Oltre alla responsabilità nella gestione della sedazione, il giudice ha riconosciuto anche una perdita di chance di sopravvivenza legata a un’infezione nosocomiale. Il risarcimento andrà a figlie e nipoti della vittima.