Scuola, viaggio negli istituti di Roma tra reggenze e carenza di personale
Ospite in collegamento: prof. Mario Rusconi, presidente di ANP - Associazione Nazionale Presidi di RomaL’anno scolastico 2026-2027 a Roma si apre tra luci e ombre: la corsa del Comune per trovare 144 supplenti educatori destinati a coprire i posti vacanti in 100 asili nido conferma un nodo ormai strutturale, quello della carenza degli insegnanti. Sul fronte supporto, annunciati 910 nuovi ATA, ma le necessità restano ben superiori, specie in vista della ripartenza del 15 settembre.
Rusconi: "Ci sono miglioramenti rispetto a dieci anni fa"
Il prof. Mario Rusconi, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi di Roma, prova a ricondurre il quadro alla realtà dei numeri: "Mancano 50 presidi titolari, ma non perché sia successo qualche cosa di strano. Si tratta di dirigenti distaccati presso Ministero, università e sindacati; l’Ufficio scolastico regionale coprirà i vuoti con le cosiddette reggenze". Dal 1 settembre, quindi, tutte le scuole del Lazio avranno un dirigente di riferimento.
Va meglio sul fronte dei docenti: "Rispetto a dieci anni la situazione è decisamente migliorata - continua Rusconi - anche se ci scontriamo con un dato preoccupante, quello degli stipendi: i nostri insegnanti sono i più sottopagati d'Europa, nonostante facciano le stesse ore dei colleghi francesi o tedeschi".
Un sistema farraginoso
Resta, però, complessa la macchina delle sostituzioni: tra graduatorie, nomine e spostamenti il sistema è complesso e talvolta "farraginoso" come ha lo definito ancora Rusconi. Insomma il sistema della burocrazia, troppo spesso, rallenta anziché velocizzare: "L’INPS talvolta emette i decreti di pensione a fine agosto, mettendo in difficoltà l'istituto: immaginate di ricevere la comunicazione il 28 agosto e di dover trovare un sostituto entro il primo settembre: capite bene che diventa molto difficile così" ha concluso Rusconi.


