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Scoprire la gratitudine - con Danyla De Vincentiis (VIDEO)

Scoprire la gratitudine - con Danyla De Vincentiis (VIDEO)

Gratitudine

Tra le tendenze attuali, c’è quella di intendere la gratitudine in maniera superficiale o come un obbligo sociale, riducendo il suo significato a semplice cortesia, o alle volte anche a mera convenienza. In molti casi, la gratitudine viene associata esclusivamente a momenti positivi, tralasciando la sua dimensione più profonda di accettazione e riflessione anche sulle difficoltà della vita.

La dottoressa Danyla De Vincentiis, psicologa e parent coach, prendendo spunto da una scena cult del capolavoro DisneyLa bella e la Bestia”, accompagna il pubblico a riflettere su quanto un Grazie puro, sentito e veritiero, possa creare degli effetti notevoli sul comportamento di una persona.

Il termine gratitudine, come definito dalla Treccani è “Un sentimento e disposizione d’animo che comporta affetto verso chi ci ha fatto del bene, ricordo del beneficio ricevuto e desiderio di poterlo ricambiare”. La dottoressa, a questo proposito afferma che: “E’ questo, la gratitudine. Il desiderio che io posso avere, di poter ricambiare - qualcuno - e questa cosa è molto importante perchè ricambiare non vuol dire ridare quello che mi è stato dato, ma riuscire a riempire il suo cuore come lui ha riempito il mio […] può essere un gesto, può essere una parola, può essere una presenza, può essere un disegno, può essere una lettera, può essere anche semplicemente lo ‘starci’, cioè dedicare del tempo a quella persona […]”

L’esperta inoltre specifica che esistono diverse forme di gratitudine, c’è quella verso l’universo, la vita e il mondo spirituale, facendo l’esempio del noto “Thank’s Giving Day” - “Il Giorno del Ringraziamento” in America. Spesso però oggi, si usa tanto dire ‘grazie’ anche per concludere bruscamente e velocemente una conversazione. “La parola ‘grazie’ - continua la psicologa - ha un significato profondo. Significa ‘io sono grato a te’ […]”.

Un grazie rivoluzionario

Dire ‘Grazie’ con sincerità e non tanto per convenienza, abitudine o superficialità, potrebbe cambiare le situazioni, ma alla base c’è sempre la consapevolezza. “Secondo me - afferma ancora la dottoressa De Vincentiis - già la consapevolezza di essere grato, cioè ‘io sono consapevole di essere grato all’altro per quello che ha fatto’, inevitabilmente fa manifestare in me dei comportamenti verso l’altro, di empatia, di vicinanza di tutto quello che mi riguarda nei confronti della persona verso cui sono grato. La persona a cui io sono grato, nel momento in cui vive e sente la mia gratitudine, a sua volta avrà dei comportamenti nei miei confronti, ma anche nei confronti del resto del mondo, diversi o comunque più in linea con quelli del suo ‘dare’. Altrimenti, può accadere che il suo dare, diventa una frustrazione […]”.

La ricorrente espressione ‘Tutto quello che ho fatto per te…, porta ad annullare completamente ciò che facciamo per gli altri. “[…] Una persona, nel momento in cui da, è felice di dare. Quindi non direbbe mai ‘Quello che io ho fatto per te’ perchè la gratitudine è qualcosa che nasce dal cuore, dalla sensibilità, dalla vicinanza, dall’accoglienza, dalla comprensione, dall’accettazione, dalla consapevolezza […]” - conclude Danyla.