Il clima si fa rovente in Assemblea Capitolina. Ieri, 14 luglio, le nuove Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del Piano Regolatore Generale (PRG) di Roma sono approdate in aula per il voto, ma l'avvio della discussione ha provocato uno scontro istituzionale tra la Regione Lazio e il Campidoglio.
Alla vigilia della seduta, infatti, la direzione Urbanistica della Pisana ha inviato una lettera al Comune chiedendo di fermare l'iter, perché le norme approvate nel 2023 sono state modificate in modo consistente, attraverso le controdeduzioni alle osservazioni, cioè alle richieste di modifica e di integrazione presentate da istituzioni, associazioni ed enti. Pertanto queste variazioni devono essere sottoposte a una nuova verifica regionale.
La risposta del Comune è stata un netto rifiuto. L'assessore all'Urbanistica Maurizio Veloccia ha definito "errato nel merito" il presupposto della Regione, confermando che il calendario d'aula non subirà variazioni. Veloccia ha sottolineato che la legge sulla semplificazione urbanistica devolve i poteri al Comune e non prevede ulteriori passaggi regionali dopo le controdeduzioni.
Laura Corrotti, esponente di Fratelli d'Italia e presidente della commissione Urbanistica della Regione, accusa il Campidoglio di aver imboccato la strada dello scontro istituzionale e l’assessore Veloccia di sostituirsi alla Regione nello stabilire il perimetro delle competenze regionali.
L'amministrazione Gualtieri ha formalmente risposto per iscritto ribadendo la regolarità del percorso e confermando la prosecuzione dei lavori in Assemblea Capitolina.
L'intervento di Francesco Rocca
Sul tema è intervenuto il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca che ha chiarito che nella nota della Regione non c’è nulla di politico e che votare questo testo senza un nuovo parere rischia di esporre la delibera a ricorsi e contenziosi, creando incertezza per cittadini e imprese.
Lo scontro sulle regole che disegneranno lo sviluppo urbanistico della Capitale sembra essere solo all'inizio.