Domani Venerdì nero per i trasporti nella capitale perché per 24 ore bus, tram, metro e treni potranno registrare modifiche o cancellazioni. È stato, infatti, indetto uno sciopero dalle sigle sindacali USB, Sgb e Cub trasporti.
Per la giornata di domani 20 giugno la Capitale è interessata da una mobilitazione che riguarderà le reti Atac, RomaTpl, Autoservizi Troiani/Sap e Autoservizi Tuscia/Bis, Cotral e il personale Trenitalia. Garantite le fasce di garanzia, ma lo sciopero potrebbe causare disagi.
Il perché dello sciopero
Le sigle sindacali di base hanno indetto lo sciopero “contro il genocidio in Palestina, la fornitura di armi ad Israele e l'assenza di un intervento concreto per dissociarsi dagli orribili crimini perpetrati dal Governo di Israele” scrivono i sindacati. La mobilitazione è anche “contro lo sfruttamento sul lavoro, la precarietà ed il contenimento delle retribuzioni sia in sede di rinnovo dei contratti del settore pubblico sia del settore privato, ad opera di organizzazioni sindacali che sottoscrivono intese impopolari e spesso senza sottoporle all'approvazione dei lavoratori”.
Lo sciopero prevede che il servizio sulle reti Atac e Cotral venga garantito esclusivamente durante le fasce di legge. Sarà garantito, quindi, da inizio servizio alle ore 8.29 e dalle ore 17.00 alle ore 19.59. A rischio, quindi, bus, metro, tram e le ferrovie Roma Nord e Metromare e, inoltre, alcune stazioni potrebbero rimanere chiuse.
Per le stazioni che invece rimarranno aperte, non sarà garantito il servizio di scale mobili, ascensori e montascale. Aperti, invece, parcheggi di scambio.
Il grido di Usb
"Una scelta dettata dalla necessità di opporsi alle politiche belliciste del Governo Meloni. La corsa al riarmo, per la difesa comune europea e l’aumento della spesa per la NATO fino al 5% del PIL, sta portando il nostro Paese al collasso: i rinnovi contrattuali non coprono l’inflazione, le crisi industriali si aggravano e moltiplicano, le lavoratrici ed i lavoratori sono sempre più poveri" scrivono dal sindacato Usb.
"Dire no alle politiche di guerra significa anche denunciare le complicità del nostro governo con lo stato israeliano, che continua il genocidio in Palestina e sta spingendo su una terrificante escalation internazionale. Aziende come Leonardo S. p. A., la prima produttrice di armi in Europa, si stanno arricchendo della situazione di conflitto, continuando a fare affari milionari con Israele e l’apparato bellico della NATO: USB sarà in presidio di fronte proprio di fronte alle sedi della Leonardo a Roma, Napoli, Torino, Firenze, Pisa e Catania. A Genova, invece, un corteo partirà dal Porto, dove nei giorni scorsi ci si è mobilitati contro il traffico di armi destinate all’esercito israeliano. Le altre piazze avranno caratterizzazioni cittadine, ma anche di categoria".
La giornata di sciopero sarà seguita da una grande manifestazione nazionale, sabato 21 giugno, dalle ore 14:00 a Piazza Vittorio a Roma, "cui USB ha aderito convintamente".
