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Santona, Cassazione annulla condanna, processo da rifare

Santona, Cassazione annulla condanna, processo da rifare

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Un colpo di scena giudiziario riapre uno dei casi più controversi degli ultimi anni legati al mondo delle sette e delle cure alternative nel Lazio. La Corte di Cassazione ha infatti annullato con rinvio la condanna a nove anni di reclusione inflitta in appello a Carla Stagno, meglio nota come “Marie”, la carismatica leader del gruppo spirituale Unisono. La donna era stata ritenuta responsabile della tragica morte di una seguace affetta da tumore la quale, secondo l'impianto accusatorio iniziale, sarebbe stata indotta a rinunciare alle terapie oncologiche tradizionali per affidarsi esclusivamente alle presunte capacità di guarigione e ai rituali proposti dalla "santona". I giudici della Suprema Corte, accogliendo i rilievi della difesa, hanno stabilito che la sentenza deve essere riesaminata da una nuova sezione della Corte d'Assise d'Appello, ravvisando lacune o vizi motivazionali nel precedente verdetto che non avrebbero chiarito a sufficienza il nesso di causalità tra le condotte della Stagno e la libera scelta della vittima. La decisione sposta nuovamente in avanti il traguardo della verità processuale per una vicenda che ha scosso profondamente l'opinione pubblica, mettendo in luce i pericoli legati al condizionamento psicologico e alla vulnerabilità dei malati di fronte a promesse di guarigioni miracolose. Resta vivo il dolore dei familiari della vittima, che da anni chiedono giustizia e che ora dovranno affrontare un nuovo iter giudiziario per stabilire se vi sia stata una reale circonvenzione o se la rinuncia alle cure sia stata una tragica ma autonoma decisione della donna, influenzata dal clima mistico del gruppo Unisono.