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Salvador Dalì: una vita surrealista (VIDEO)

Salvador Dalì: una vita surrealista (VIDEO)

Salvador Dalì

Il personaggio del giorno: Salvador Dalì

Salvador Domingo Felipe Jacinto Dalì i Domenech, conosciuto al mondo semplicemente come Salvador Dalì, nacque a Figueres, una cittadina della comarca (Catalogna), l’11 maggio del 1904. Virtuoso artista, si divise tra pittura, scultura, scrittura, fotografia, cinema, design e anche sceneggiatura.

Crebbe in una famiglia borghese, in condizioni economiche benestanti. Il padre, Salvador Rafael Aniceto Dalì i Cusi, fu un noto notaio e avvocato. La madre, Felipa Domenech i Ferres, fu colei che da sempre lo incoraggiò le aspirazioni artistiche del figlio. Aveva un fratello maggiore, anche lui di nome Salvador, deceduto nove mesi prima della nascita dell’artista a causa di una meningite. A soli cinque anni, i genitori decisero di portare Dalì sulla tomba del fratello deceduto, e gli fecero credere di esserne la reincarnazione.

Questo episodio, con il tempo, lo convinse tanto da portarlo ad impazzire.

Salvador Dalì: tra formazione e passione

Frequentò da subito una scuola di arte. Curioso e perennemente alla ricerca di qualcosa di nuovo, scoprì in una vacanza la bellezza della pittura moderna. Intorno al 1920 il padre decise anche di organizzare nella residenza di famiglia, una mostra con i suoi disegni a carbonicino.

Purtroppo i momenti difficili, non furono pochi. Un anno dopo la sua esposizione, la madre morì a causa di un tumore e poco dopo il padre sposò la sorella della moglie.

Dalì decise poi di trasferirsi a Madrid, vivendo nella Residencia de Estudiantes e studiando presso l’Academia de San Fernando. Tutti chiacchieravano sul suo stile eccentrico: capelli e basette lunghe, giacche, calze, calzoni alla zuava come i noti esteti britannici. Nei suoi dipinti si accostò molto al cubismo. La sua prima illustrazione risale al 1924, indirizzata alla copertina si un libro.Tra le sue tendenze artistiche ci fu anche quella dadaista.

Nel frattempo si fece espellere più volte dall’accademia. In particolare nella prima, a causa di una accusa di organizzazione di una protesta (per la quale fu anche arrestato). Nella seconda, fra l’altro prima di sostenere gli esami finali, perchè sostenne che nessuno, nell’istituto, era abbastanza competente da esaminare uno come lui.

Dalì: un artista senza confini

Nota fu anche la sua influenza surrealista, mixata con l’irrazionalità, la spontaneità, il bizzarro, l’attitudine ribelle e mai convenzionale. Il suo stile inoltre, richiamava anche la psicoanalisi freudiana, simbolismi ricorrenti alle sue paure, ma anche alle sue passioni.

Iniziò ben presto anche a lavorare per il teatro (Il Teatro-Museo), per la televisione, in cui realizza un filmato pubblicitario e l’indimenticabile logo di un marchio di lecca lecca. Proseguì nel mondo della moda collaborando con Elsa Schiaparelli, e con la fotografia.

Il 23 gennaio del 1989, mentre ascoltava il suo dramma musicale preferito (Tristano e Isotta di Wagner), morì per un attacco di cuore, ma le sue condizioni di salute da tempo erano gravi.

Quello che non sapevi di Salvador Dalì

  • Durante la sua carriera, realizzò spesso delle opere che facevano riferimento a Hitler: i suoi amici surrealisti tendevano infatti ad accusarlo di essere un simpatizzante del nazismo. Dalì negò tutto;
  • Persino la sua scelta di animali domestici era fuori dalle righe: aveva un ocelot, un gattopardo americano e si pensava avesse un formichiere che portava a spasso con il guinzaglio;
  • Pubblicò un libro di ricette.