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Salute mentale, nel Lazio 200mila diagnosi di depressione: "Numeri che non vanno sottovalutati" - VIDEO

Salute mentale, nel Lazio 200mila diagnosi di depressione: "Numeri che non vanno sottovalutati" - VIDEO

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Salute mentale, nel Lazio 200mila diagnosi di depressione: "Numeri che non vanno sottovalutati"

Ospite in collegamento: dott.ssa Mara Lastretti, psicologa e psicoterapeuta

Siamo una popolazione sempre più stressata, depressa e alle prese con l'ansia. Ma siamo anche una popolazione che ha capito quanto sia fondamentale chiedere aiuto e non vergognarsene. Sono state quasi 200mila le persone a cui, nel corso del 2024, è stata diagnosticata la depressione, 84mila quelle che hanno ricevuto una diagnosi nei primi sei mesi del 2025. I numeri arrivano da l'ultimo rapporto del dipartimento di Epidemiologia della Regione, che ha tenuto conto di tre sistemi informativi: ospedaliero, farmaceutico e delle esenzioni da ticket.

La massima incidenza della patologia si concentra nelle fasce più anziane della popolazione, gli over 75, ma colpisce più le donne (55.4 ogni mille) rispetto agli uomini (24.8). Questo significa che sempre più persone si rivolgono a medici ed esperti per curare la propria salute mentale e lo fa con a terapia personalizzata o con l'utilizzo di farmaci: il 6,4 per cento della popolazione fa ricorso ad antidepressivi, un dato in aumento del 2,7 rispetto all’anno precedente; mentre si è registrato un calo della stessa percentuale per la vendita di ansiolitici — prevalentemente benzodiazepine ipnotici e sedativi.

L'esperta: "Numeri da non sottovalutare"

"Indubbiamente c'è stato un aumento significativo delle diagnosi da dopo la pandemia - ha sottolineato la dott.ssa Mara Lastretti -, questo perché il periodo pandemico ci ha posti di fronte a schemi diversi e quindi ci ha costretto a guardare le nostre fragilità. Sono numeri che non vanno sottovalutati, ma che denotano anche una presa di coscienza importante da parte della popolazione: si chiede aiuto, ci si rivolge agli esperti e a farlo sono soprattutto gli adolescenti".

Quegli stessi adolescenti che hanno compreso l'importanza di indagare sulla salute mentale (e in questo caso i social giocano a nostro favore contribuendo a fornire messaggi giusti) e sono anzi loro stessi a chiedere aiuto: "Mi è capitato di avere pazienti molto giovani che avevano manifestato disturbi legati ad ansia e depressione - ha raccontato ancora Lastretti -; ebbene, di fronte alla proposta dei genitori di andare dallo psicologo loro rispondo magari. Quindi questo ci dà la misura della sensibilità di questa generazione di fronte a questo tema".