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Sagra delle Pesche a Castel Gandolfo: 90 anni di tradizione, comunità e orgoglio castellano

Sagra delle Pesche a Castel Gandolfo: 90 anni di tradizione, comunità e orgoglio castellano

SAGRA PESCHE 2026

Un altro stile di vita è possibile. Questo sembra raccontarci, tra musiche, costumi, salvaguardia delle tradizioni e dell'ambiente, la novantesima Sagra delle Pesche a Castel Gandolfo, evento che ogni anno ravviva un deciso orgoglio castellano.

Radici profonde e comunità: il valore dei giochi e della tradizione

Celebrare un traguardo importante come la novantesima edizione significa riscoprire l'autenticità dei legami di vicinato e la bellezza dello stare insieme. L'edizione di quest'anno ha saputo rinnovare fortemente il tessuto sociale attraverso il coinvolgimento attivo delle piazze e delle famiglie.

A sottolineare l'importanza di questo percorso di riscoperta è Francesca Barbacci, assessore alla cultura comune di Castel Gandolfo:

"Siamo un po' tornati a quelli che erano i giochi di piazza, giochi in legno, i giochi che creano comunità. All'ingresso del nostro paese c'è scritto 'I bambini giocano in piazza'. Questa è qualcosa a cui noi teniamo molto.""È fondamentale che ogni cittadino si senta parte di questa Sagra, perché, come ricordiamo sempre, è una festa del paese che nasce dal popolo agricolo."

Le frazioni protagoniste e il legame con il territorio

La Sagra delle Pesche non è soltanto un evento circoscritto al centro storico, ma una festa diffusa che abbraccia l'intero territorio comunale, valorizzando ogni singola realtà locale e unendo le generazioni.

Alberto De Angelis, sindaco comune di Castel Gandolfo, evidenzia la portata sociale e culturale della manifestazione:

"L'orgoglio sta crescendo nel riportare i ragazzi nelle piazze, nel riavvicinare i bambini, allontanarli dal telefono e avviciarli ai lavori materiali e alle attività materiali.""Cade nella cornice della presenza del Santo Padre che, dopo tanti anni, è tornata a Castel Gandolfo, e quindi questo credo che sia ricordo, non l'ultimo perché è più bello, ma è la rinascita della tradizione che negli anni passati si svolgeva in questo modo."

Sulla stessa linea d'onda si inserisce il bilancio di Cristiano Bavero, vicesindaco comune di Castel Gandolfo:

"Dopo novant'anni di Sagra delle Pesche siamo ancora qui. Abbiamo portato la Sagra delle Pesche in tutte le porzioni del territorio, quindi in tutte le varie frazioni: Mole, Pavona e Castel Gandolfo. Oggi Papa Leone ha benedetto le pesche, quindi meglio di così non si poteva finire."

Memoria storica e rinnovata centralità internazionale

La forza della Sagra affonda le proprie radici nel lavoro della terra e nella memoria di chi ha visto crescere questa festa fin dalle sue origini, trasformandola in un volano di sviluppo e visibilità per l'intera comunità.

Paolo Gasperini, presidente consiglio comunale di Castel Gandolfo, racconta il legame personale e collettivo con la manifestazione:

"Sono un figlio di un contadino che ha partecipato alla Sagra delle Pesche come produttore. A casa ho la prima la medaglia d'oro affissa al muro come primo premio per la Sagra delle Pesche.""La presenza del Santo Padre ha determinato sicuramente che Castel Gandolfo è di nuovo al centro delle attenzioni, direi, di tutto il mondo. Sicuramente questo aspetto ha anche un effetto economico sul paese."