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Next, Jeffrey Sachs: "Trump nazionalista, l'Ue si svincoli dalla morsa americana"

Next, Jeffrey Sachs: "Trump nazionalista, l'Ue si svincoli dalla morsa americana"

COPERTINA SACHS TRUMP

Con la condizione di Davide G. Porro e realizzato in collaborazione con Nexus, Assodigit e 1 Life, "Next - Sguardo al Futuro" offre un contributo prezioso all’informazione di Radio Roma, approfondendo le dinamiche internazionali con un approccio originale e analitico. L'appuntamento inaugurale ha affrontato temi geopolitici di rilievo, concentrandosi sull’impatto del ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti e sulle diverse reazioni, sia all’interno del Paese che a livello globale.

Jeffrey Sachs, cosa aspettarsi dalla seconda era Trump

Per provare a immaginare quale futuro attende gli Stati Uniti e i possibili scenari internazionali all'orizzonte, a "Next" il prezioso intervento di Jeffrey Sachs, economista della Harvard University.

"Trump è un nazionalista, quindi il suo intento è probabilmente di perseguire tutto ciò che ritiene utile per gli Stati Uniti" ha osservato Sachs. "Non pensa molto agli effetti su altri Paesi. Questo atteggiamento presenta alcuni lati positivi, ovvero che è poco propenso ad andare in guerra per ragioni che esulino dagli interessi domestici. Non gli interessano le cause ideologiche che portino in guerra gli Stati Uniti e questa per me è una cosa buona, perché gli USA fanno già troppe guerre e quindi questo è un vantaggio".

"Per contro implica che Trump metterà probabilmente in gioco regole non uguali per tutti. Non crede nella definizione, ad esempio, da parte dell'Organizzazione Mondiale del Commercio di regole condivise per il commercio. Lui dice: faremo quello che faremo quando è meglio per noi perché noi lo riteniamo giusto e questo significa che strapperemo trattati o accordi se non ci fanno comodo e ricorreremo a minacce se ciò potrà portarci dei risultati soddisfacenti".

L'Europa e gli Stati Uniti, quale rapporto in futuro

"Il grande errore che ha fatto l'Europa è di mettersi totalmente nelle mani degli Stati Uniti" ha ammonito Sachs. "Attraverso mezzi taciti o talvolta in modo più sfacciato gli Stati Uniti hanno spesso interferito con la politica europea, imponendo ad esempio ad alcuni politici di arrivare al potere. Sono decenni ormai che ciò accade e questo veniva considerato la norma".

"Ma a un certo punto" ha proseguito "gli Stati Uniti sono giunti a un tale livello di dominio sulla scena europea tanto da causare ingenti danni. Ritengo che ormai l'Europa abbia perso la propria autonomia e a sommarsi alla grande confusione c'è stato il fatto che Nato e Unione Europea sono stati messi nella medesima città. Questo è un grosso errore" ha aggiunto.

Sachs è intervenuto anche su temi quali la richiesta di aumento della percentuale sul Pil, richiesta da Trump ai membri della Nato, e l'eventualità di un'offensiva russa in Europa.

"L'Europa è diventata una specie di appendice della Nato e secondo me ciò non giova all'Europa. Adesso arriva Trump e dice tu ora dovrai spendere il 5% del PIL: che spreco di denaro" ha affermato Sachs. "Questa è solo mistificazione, allarmismo. È pazzesco. Sì, la Russia sta vincendo una guerra molto dolorosa e costosa nell'Ucraina orientale perché la situazione poneva un grosso problema di sicurezza per la Russia. Ma la Russia non invaderà l'Europa. È follia sostenere tutto ciò. E chi ve lo dice, francamente, non si capisce cosa voglia intendere, cosa fumi, cosa crede, ma di certo non vi sta raccontando la verità".