La Russia sotto attacco: droni ucraini hanno colpito quattro basi militari di massima sicurezza, abbattendo, secondo le fonti ucraine, 40 bombardieri strategici dell'aviazione russa. L'operazione, condotta dai servizi segreti ucraini, è stata battezzata con il nome “Ragnatela”. Poco prima del suo inizio, due ponti ferroviari in Russia, il primo nella regione di Bryansk e il secondo nella regione di Kursk, sono crollati al passaggio di treni, provocando morti e feriti. Le autorità investigative russe hanno accertato che le infrastrutture sono crollate a causa di esplosioni e hanno parlato di “atti di terrorismo”.
Il tutto è avvenuto a poche ore dall'inizio dei negoziati di pace convocati a Instabul, in Turchia, che sono iniziati e sono in corso di svolgimento, nonostante gli attentati e la possibile escalation del conflitto.
Nella giornata del secondo round di negoziati, gli attacchi ucraini alla Russia non sono cessati: ad essere colpito è stato nuovamente il ponte di Crimea con 1.100 chilogrammi di tritolo posto sott'acqua, sui pilastri. Anche questa operazione bellica è stata rivendicata dalla SBU, i servizi di sicurezza ucraini. Il ponte, non la prima volta oggetto di attentati, è stato chiuso al traffico.
Bisogna capire chi nel mondo occidentale fosse a conoscenza di questi attentati e se gli stessi siano stati perpetrati con l'avallo o con il contributo decisivo dell'intelligence di Paesi Nato.
La portavoce del presidente statunitense Donald Trump si è affrettata ad affermare che la Casa Bianca non sarebbe stata informata.
Altro interrogativo riguarda il sistema di sicurezza della Federazione russa, che ha mostrato le sue falle e la sua vulnerabilità.
Per quanto riguarda le trattative di pace, la discussione nei primi round ha avuto ad oggetto lo scambio di prigionieri tra i due paesi in conflitto. Sulle richieste generali per la cessazione della guerra, contenute nei memorandum dei rispettivi Paesi, le distanze appaiono ancora enormi. Gli attacchi ucraini e i bombardamenti con razzi russi sulla città di Sumy dimostrano che la strada verso la pace è ancora lunga.
Ne abbiamo discusso a Camelot con il reporter Daniele Dell'Orco. Puoi ascoltare la puntata integrale al seguente link.