I romani rinunciano a vacanze, gite e cene fuori, CGIL: "Il potere d'acquisto continua a scendere"
Ospite in collegamento: Natale Di Cola, segretario CGIL Roma e LazioA Roma e nel Lazio i redditi crescono, ma solo sulla carta: a lanciare l'allarme è la Cgil regionale, che segnala una perdita reale del 2,3% rispetto al 2019. Al contempo l’inflazione continua a colpire i beni essenziali come alimentari, energia, affitti e trasporti. Il risultato è che il potere d’acquisto delle famiglie continua a scendere, con effetti diretti su consumi e capacità di risparmio.
La Cgil evidenzia come la crescita dei redditi medi sia solo apparente: depurata dall’inflazione, infatti, risulta inferiore rispetto al passato. A pesare è anche il meccanismo delle soglie fiscali non aggiornate, che spinge molti contribuenti verso scaglioni più alti, innalzando la pressione fiscale e riducendo le detrazioni disponibili. Il risultato, secondo l’analisi, è una compressione stabile del reddito reale che si traduce in minore capacità di spesa e in un rallentamento della domanda interna, con ripercussioni sull’economia locale.
L’impatto più forte è sulle famiglie
Oltre il 57% dei lavoratori ha rinunciato a spese non indispensabili, come vacanze, gite fuori porta, cene. Per chi guadagna meno di 15 mila euro annui, il peso di cibo e utenze può arrivare fino al 40% del bilancio familiare, mentre l’inflazione ha eroso fino al 20% del reddito reale. Le fasce più fragili risultano così le più penalizzate dal caro vita.
Landini: "Precarietà che dilaga, non è più accettabile"
Al backstage del concerto del Primo Maggio a Roma, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha richiamato l’attenzione su precarietà, salari e sicurezza sul lavoro. Con toni netti, il leader sindacale ha ribadito l’urgenza di interventi concreti e ha annunciato nuove iniziative di mobilitazione.
Landini ha definito la situazione occupazionale non più accettabile: “La precarietà dilaga, quindi c’è una situazione oggettivamente sbagliata che va cambiata e bisogna fare delle cose molto precise - ha detto Landini -. Per le nuove generazioni, credo che il livello di precarietà che si è raggiunto non sia più sostenibile”.