Il centro storico di Roma, un tempo cartolina mondiale di bellezza e storia, si ritrova stritolato in un’escalation di violenza e microcriminalità che sembra non avere fine. Ieri sera l'ennesima rissa ha scosso il quartiere San Lorenzo, un episodio che segue di sole ventiquattro ore gli scontri con vetri e sampietrini a Trastevere, dove già lo scorso 15 luglio un sommelier era stato ferito da un colpo di pistola. Una tensione strisciante, alimentata da una scia di episodi gravi, come la violenta aggressione subita da una pattuglia della Polizia Municipale il primo luglio.
Roma sotto scacco della violenza di baby gang e maranza
Secondo la Procura, bande di malviventi — spesso composte da giovanissimi maranza — hanno preso di mira le aree più affollate e turistiche con una raffica di rapine e scippi, generando un clima di insicurezza diffusa tra residenti e visitatori. A poco sembra servire l'arrivo dei 377 nuovi agenti assegnati alla Questura di Roma nell'agosto 2026: nonostante i rinforzi e gli annunci governativi, la percezione di impunità rimane altissima.
Il rischio della “giustizia fai da te”
Il rischio più grave è che la disperazione sfoci nel "fai da te". Un segnale inquietante è arrivato ieri notte con una vera e propria caccia all'immigrato: quattro persone (due indiani, un pakistano e un nigeriano) sono rimaste ferite in tre distinti agguati, colpite da colpi di pistola a piombini sparati da un'auto in corsa. Un'ulteriore deriva che dimostra come la crisi della sicurezza capitolina stia toccando un drammatico punto di non ritorno.
L’appello dell’assessore del I Municipio Stefano Marin
Stefano Marin, assessore alle politiche ambientali, rifiuti, rapporti con i cittadini e Polizia Locale del I Municipio, ai nostri microfoni sottolinea che questo è l’ennesimo episodio e aggiunge che probabilmente i decreti sicurezza non sono sufficienti; chiede al Governo sinergia con i Municipi e interventi celeri perché forse oggi è già troppo tardi.