L'ultimo episodio è avvenuto soltanto poche ore fa: forse durante una rissa, un uomo è stato lanciato in mezzo ai binari proprio mentre stava arrivando un convoglio della metropolitana di Roma. Una vicenda di cronaca drammatica che in più ovviamente ha avuto pesanti ripercussioni sulla circolazione della metro A nell'arco della mattinata.
Una situazione però tutt'altro che unica: alcuni giorni fa un'altra persona è stata travolta e uccisa sui binari e, secondo le statistiche, ogni anno sono numerosi i casi di suicidi che hanno per teatro i tunnel della metro capitolina: "Sono situazioni drammatiche - spiega Michele Frullo, delegato Atac per USB trasporti - perché ovviamente denunciano la disperazione di chi si toglie la vita ma diventano esperienze scioccanti anche per i macchinisti che assistono di fatto impotenti a questi atti e ne restano turbati. E' una situazione che lascia profonde ferite psicologiche e che anche per questo motivo va affrontata".
Da anni i sindacati chiedono all'azienda dei trasporti e all'amministrazione comunale di investire in sicurezza per evitare che queste tragedie si verifichino. Basterebbe installare lungo le banchine delle stazioni della rete le cosiddette barriere automatiche antisuicidio che si aprono soltanto quando il treno è fermo in stazione e si richiudono poco prima della partenza. Una soluzione efficace che da anni è stata adottata in altre città italiane, a cominciare da Milano, e che anche Roma ha sperimentato nelle fermate della Metro C.
Perché non diffondere ulteriormente questi presidi di sicurezza? L'amministrazione per ora ha spiegato che non ci sono fondi e cosi nei prossimi giorni i sindacati torneranno a scioperare per protesta.