Roma sprecona, ogni giorno 700 tonnellate di cibo finiscono nel secchio: come invertire la tendenza?
Ospite in collegamento: Mauro Secondi, Presidente CNA Agroalimentare RomaÈ la Roma dei paradossi: da una parte tonnellate di cibo sprecate ogni giorno, d'altra 250mila persone che faticano a mangiare. Perché buttiamo tutto questo cibo? Facciamo scelte alimentari sbagliate? Ma soprattutto, si può interrompere questa catena (decisamente) negativa?
Tra le cause principali troviamo gli acquisti impulsivi (magari quando siamo affamati e andiamo a fare la spesa) e le offerte “prendi 3 paghi 2” (che non sempre sono così convenienti). La dispersione di cibo, nella Capitale, si consuma tra case, supermercati e ristorazione.
Quanto vale lo spreco alimentare?
Secondo le analisi, lo spreco alimentare in Italia vale oltre 13 miliardi di euro l’anno, di cui più di 7 miliardi attribuibili direttamente alle famiglie. A preoccupare è la Generazione Z, indicata come la fascia che spreca di più, mentre gli anziani restano i più attenti al riuso e alla valorizzazione degli avanzi.
“Il cibo ha un valore essenziale, è quello di nutrire le persone e fondamentalmente bisogna partire da lì - dice Mauro Secondi, presidente di CNA Agroalimentari Roma -. Stiamo assistendo ad una vera e propria perdita di attenzione agli aspetti gusto-olfattivi del cibo e dall'altra si sta diffondendo una sorta di l’omologazione dei sapori".
Per invertire la rotta, la città punta sulle case del cibo, spazi per recupero e redistribuzione delle eccedenze, educazione al consumo responsabile e sostegno alle reti del terzo settore. Un’azione che incrocia anche i rischi sanitari: mangiare male significa correre il rischio di contrarre malattie cardiovascolari o metaboliche (come il diabete, solo per fare un esempio).